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13 settembre 2011

Unipr: Progetto Europeo “Hialine”

Gli allergeni aerotrasportati rappresentano uno dei maggiori problemi di ordine sanitario in tutti i paesi occidentali, considerato come le patologie allergiche respiratorie siano costantemente in incremento in questi paesi. Il monitoraggio, attraverso il campionamento volumetrico, delle concentrazioni dei pollini presenti nell’aria che respiriamo, ha dimostrato che le diverse condizioni meteo-climatiche, tra le altre cause, influenzano le modalità e i tempi di rilascio del polline e probabilmente il suo contenuto allergenico, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. Si tratta di osservazioni importanti ottenute sino ad ora con metodologie molto sperimentali, utilizzate su scala locale in assenza di standardizzazione dei metodi di raccolta e di analisi.

L’idea del progetto “HIALINE” (Health Impacts of Airborne Allergen Information), a cui l’Ateneo partecipa con il gruppo di Aerobiologia e Controllo Qualità Ambientale coordinato dal Dr. Roberto Albertini, responsabile tecnico del Laboratorio di Allergologia della Sezione di Medicina Interna del Dipartimento di Clinica Medica, Nefrologia e Scienze della Prevenzione (coordinatore Prof. Enrico Fiaccadori), vuole andare proprio in questa direzione, tenendo ben presenti le conoscenze sino ad ora acquisite.

Infatti, in questo ambito, sono andate consolidandosi negli ultimi anni conoscenze che meritano approfondimenti e soprattutto verifiche sulle modalità attraverso le quali può essere influenzato, nella realtà di tutti i giorni, il diffondersi delle patologie allergiche respiratorie.

L’obiettivo del progetto “HIALINE” è quello di valutare l’effetto del clima sui cambiamenti di esposizione agli allergeni aerotrasportati e lavorare per lo sviluppo di un modello che possa implementare una rete di monitoraggio degli allergeni e non solo dei pollini presenti in aria. Il progetto prevede lo studio dei pollini di Graminacee, Betulla e Olivo e dei loro allergeni maggiori (rispettivamente Phleum p5, Bet v1 e Ole e1).

Fanno parte del progetto 14 partners (oltre all’Ateneo di Parma partecipano Università di Inghilterra, Finlandia, Francia, Germania, Portogallo, Spagna e Polonia), di cui alcuni (e l’Università di Parma è tra questi) effettuano direttamente il monitoraggio e le analisi che ne derivano. Altri lavorano allo sviluppo di un modello di dispersione e di previsione, un Ateneo si occupa di disseminazione dei risultati e un altro si occupa della produzione di anticorpi, controlli e standard per i saggi immunoenzimatici. Inoltre alcuni gruppi in Turchia, Svezia e Svizzera sono partners osservatori.

Il progetto, finanziato dall’Unione Europea attraverso l’Agenzia Esecutiva per la Salute dei Consumatori (EAHC), è iniziato nel 2009 e terminerà nel 2012.

L’approfondimento dei risultati ottenuti potrebbe contribuire, in un futuro non troppo lontano, allo sviluppo di un sistema di monitoraggio della diffusione degli allergeni aerotrasportati integrato con modelli previsionali, con ricadute positive per la gestione clinica delle pollinosi e in particolare per la definizione di protocolli per l’immunoterapia specifica, calibrati su scala locale se non addirittura individuale.

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