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17 settembre 2011

Università del Salento: si riaccende la polemica sullo statuto.

Il rettore dell’Università del Salento Laforgia è intervenuto sulla questione statuto, gettando acqua sul fuoco delle polemiche che si erano innescate nell’ateneo pugliese generate da una voce circolante negli ambienti accademici, secondo cui lo statuto sarebbe stato respinto dal ministero per vizi procedurali.

La Forgia ha dunque placato gli animi, sostenendo che la notizia sarebbe del tutto infondata e ha invitato, sopratutto le rappresentanze sindacali ad attendere la decisione della commissione ministeriale. La notizia del respingimento infatti era stata diffusa dalle organizzazioni sindacali dell’ ateneo .

Nel frattempo però, a sorpresa e stata convocata la commissione statuto per il prossimo 20 settembre. Ancora non si conoscono le ragioni di questa riunione anche se, circolano diverse ipotesi. Si potrebbe trattare di una riunione strategica per formulare una risposta ai sindacati che dopo l’approvazione a luglio dello statuto, avevano inviato le carte alla Gelmini segnalando vizi procedurali che ci sono stati considerando che il senato non ha seguito l’iter previsto.

La seconda teoria invece, è che la commissione statuto, nonostante la smentita del rettore, si riunisca per ratificare e prendere atto della decisione ministeriale di rigettare il documento che regolamenta la vita universitaria.
De Pascalis, rappresentante sindacale sembra essere propenso verso la seconda opzione e annuncia che la battaglia sindacale andrà avanti e che i sindacati sono disposti anche a percorrere vie legali nel caso di approvazione dal parte del ministero.

Per i sindacati infatti, il documento deve essere tassativamente annullato in quanto sono state apportate sostanziali modifiche senza seguire l’iter previsto. Le modifiche riguardano occorre ricordare, la futura composizione del senato accademico e le modalità tramite cui sfiduciare chi ricopre cariche monocratiche elettive. Ora dunque, bisogna attendee il responso del ministero che però a quanto pare non metterà la parola fine alla lunga querelle che si è aperta.

Vincenzo Amone

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