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5 ottobre 2011

Aceto nella diagnosi del cancro al collo dell’utero

Il Pap-test, il famosissimo screening clinico messo a punto dal medico greco-americano Georgos Papanicolau e basato sul prelievo di alcune cellule dalla cervice e successiva analisi in laboratorio, utile per la diagnosi di alcune malattie, compreso il cancro al collo dell’utero.

Se oggi nei paesi sviluppati è un metodo di comune adozione, ciò non si verifica nei paesi in via di sviluppo, dove la carenza e la distanza di ospedali e attrezzature di laboratorio adeguate contribuiscono all’effettiva non praticabilità del semplice screening alle masse, e infatti statisticamente l’85% dei casi di mortalità da cancro alla cervice sono localizzati in queste zone.

L’ Organizzazione Mondiale della Sanità è intervenuta varando una piccola ma importante rivoluzione che potrebbe salvare la vita a milioni di donne: una variante del Pap-test molto semplicistica e di rapida, facile ed economica esecuzione.

In base ai risultati di uno studio della Johns Hopkins School of Medicine di Baltimora è stato messo appunto, infatti, un metodo basato sulla semplice applicazione di una soluzione di acquosa di acido acetico, dunque comunissimo aceto, sulla cervice uterina. Le cellule tumorali, infatti, in presenza di aceto reagiscono diventando bianche. In caso di positività allo screening si procede subito alla cura mediante crioterapia.

Dunque un test eseguibile facilmente, senza necessità del supporto di un ospedale, anche da una semplice infermiera specificamente istruita. Le limitazioni del metodo sono fondamentalmente legate ad una sensibilità che non è delle migliori ed una attendibilità dei risultati che per ovvi motivi non possono dirsi certi. Ma come spiega l’OMS, in certi casi volere il meglio significa non ottenere nulla, e questo è già un importante passo avanti.

Quello che affascina è il gran lavoro che sta facendo l’OMS nella messa a punto di metodi alternativi ed economici per aiutare popolazioni economicamente svantaggiate e dotate di una medicina tutt’altro che avanzata. Negli anni sono state realizzate tante piccole e ingegnose “rivoluzioni” destinate alla medicina dei poveri, la maggior parte delle quali è passata sempre quasi inosservata, lontana dai riflettori dei media troppo occupati ad occuparsi di questioni sicuramente più “importanti”, come il bacio rubato tra una velina ed un calciatore.

Si stima che nella sola Thailandia dal 2001, grazie all’applicazione del metodo aceto-crioterapia, sono state salvate dalla morte almeno 6 mila donne. Piccole rivoluzioni che in fondo possono generare grandi cambiamenti. Per fortuna nel mondo c’è ancora qualcuno che non vuole fare il calciatore o la velina e studia, lontano dal successo e dalla fama, per aiutare gente che con solo lo 0,1% dello stipendio di Kakà, riuscirebbe a sfamare la famiglia per diversi anni.

Mirko Carnevale

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