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7 ottobre 2011

All’Università di Messina situazione finanziaria senza sprechi e bilanci a posto

L’oculatezza delle scelte da compiere, quando si compie un servizio che interessa una miriade di persone, deve essere un elemento basico per continuare qualsiasi tipo di attività.

Tale discorso è ancora più realistico se rapportato ai diversi atenei del nostro Paese, i quali, come del resto stanno subendo continue riduzioni di spesa per fronteggiare purtroppo ad una crisi che si manifesta giorno per giorno in tutti i contorni negativi.

Qualcosa però da evidenziare in positivo c’è.

Mi riferisco alla situazione dell’università degli studi di Messina, la quale,n onostante le difficoltà di ordine finanziario conseguenti ai tagli operati dal governo nei confronti del sistema universitario, chiuderà in pareggio anche il bilancio 2011, come ha fatto negli ultimi anni.

Questo il messaggio, che il magnifico rettore dell’ateneo peloritano prof Tomasiello, ha fatto capire alla folla durante l’incontro su tale questione.

Una questione, quella economica, che rende il nostro ateneo“, – sostiene Tomasiello – “uno dei più virtuosi del meridione; senza dubbio il più “oculato” della regione Sicilia“.

Quando l’aspetto competitivo di qualsiasi ente, può manifestarsi, senza far fronte a cifre esorbitanti, merita di essere segnalato.

Queste le tappe essenziali di recupero economico, che hanno permesso all’università di Messina di “restare a galla” in un periodo di magra: diminuzione di oltre un milione di euro della quota dei mutui, per passare alla riduzione di oltre un milione di euro la voce di bilancio per affitto di immobili, al ridimensionamemnto delle spese per forniture di beni e servizi (pulizie, guardiania). Sono inoltre diminuite, senza sostituzioni, le unità di personale docente e tecnico-amministrativo, e si punta al raggiungimento del rapporto 1:1 fra docenti e non docenti.

L’ateneo che rappresento, è da sempre attento a rispettare i criteri economici, senza perdere di vista l’aspetto competitivo che riguarda ogni plesso universitario del nostro Paese. Dobbiamo essere in grado di fornire ai ragazzi una preparazione sempre eccellente, e che si allinei, con gli standard del mercato del lavoro. C’è bisogno della coesione di tutte le forze studentesche e professionali dei docenti e ricercatori, per portare avanti questo discorso“. All’intervento del rettore Tomasiello si unisce quello del responsabile amministrativo UniMe dott Cardile:”Anche per quanto riguardo l’aspetto burocratico e dei vari uffici tecnici, il nostro ateneo, negli ultimi due anni ha raggiunto il ragguardevole importo di 15 milioni di euro“.

Un aspetto da non sottovalutare che anzi rende merito alla saggia gestione lungimirante operata dai vertici dell’ateneo peloritano.

Marco Cristofaro

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