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5 ottobre 2011

C’è una stella in più

Giovanni Iezzi, laureando del prof. Francesco Stoppa – docente della Facoltà di MM.FF.NN- con il quale collabora anche nella gestione della stazione di registrazione dei segnali elettro-magneto-tellurici finalizzata allo studio dei precursori dei terremoti ed installata nel laboratorio di Vulcanologia,è uno degli scopritori di un tipo molto speciale di Supernova , classificata con il codice “PTF10ops — a subluminous, normal-width lightcurve Type Ia supernova in the middle of nowhere”.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica della Royal Astronomical Society.

Questi i nomi degli studiosi che hanno svolto la ricerca: i Aleksandar, Henryk Krawczyk, Cciberjohn, Giovanni Iezzi, Elisabeth Baeten, Sarah Zahorchak, Graham Dungworth, John P Langridge e Marek, Robert Hubbard.

“Il contributo e la pazienza dei giovani ricercatori nello scrutare ogni minima variazione si verifichi nella volta astrale” commenta il Prof. Stoppa , “ ha portato ad identificare PTF10ops, una supernova di tipo Ia (SN Ia), la cui curva di luce e le cui proprietà spettrali però sono inconsuete e mai osservate finora.”

“ PTF10ops è probabilmente – continua il docente – una stella molto vecchia e molto lontana, forse con una composizione povera in metalli, un fatto che ha influenzata il suo meccanismo di esplosione e il suo spettro. “

C’è da chiedersi , secondo Francesco Stoppa, il perché queste supernove inusuali come PTF10ops, vengano scoperte sempre a grande distanze dalle galassie più grandi e visibili.

“La risposta – sostiene il prof. Stoppa– è probabilmente nel fatto che questo tipo di stelle preferiscano stare in galassie ospiti molto deboli e quindi invisibili. Ma più interessante ancora – conclude – è che questi oggetti molto antichi e lontani nel tempo e nello spazio, sono in grado di darci preziose informazioni su un quesito fondamentale: quando, dove e come ha avuto origine l’universo!”

Lucia Iorio

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