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3 ottobre 2011

Federconsumatori: al Nord rette universitarie superiori alla media nazionale

Anche nel settore dell’Università, delle tasse universitarie in particolare, in Italia esiste un divario tra Nord e Sud. Secondo un’analisi sui rapporti delle tasse universitarie effettuato dall’Osservatorio Nazionale Federcosumatori, infatti, le università più care sono al Nord.

Nel 2011 è stato registrato un aumento del divario in fatto di rette universitarie, che ha portato il Nord del Paese su una soglia di gran lunga superiore alla media nazionale (circa il 13%). Rispetto al 2010, in particolare, si registra un aumento del 8,22% rispetto alla media nazionale se si considera la prima fascia di reddito, la più bassa, (il 5% in meno dal 2010), del 15,54% per la terza fascia e del 23,23% se si considera il massimo importo dovuto.

Il divario tra Nord e Sud, sottolinea Federconsumatori, già di per sé marcato (28,3% la differenza), si fa ancora più evidente se si considera l’ultima fascia, quella per i redditi più alti: le Università del Nord risultano in questo caso più care del 68% rispetto a quelle del Sud, di conseguenza non dover dichiarare il proprio reddito (rientrando automaticamente nella fascia più alta) costa di meno al Sud.

Nello specifico l’università più cara (prendendo in considerazione la prima fascia) è l’Università degli studi di Parma con una retta di 1005,87 euro annui per le facoltà scientifiche e di 890,05 euro per quelle umanistiche, pari al +103% in più rispetto alla media nazionale, seguita a ruota dall’Università degli studi di Verona.
Totalmente diversi i numeri per quanto riguarda le università del Sud, con l’Università Aldo Moro di Bari in testa alle università che costano meno (sempre considerando la prima fascia), anche se bisogna sottolineare che parte dell’importo della retta è dovuta al merito: una votazione media bassa o un basso numero di crediti conseguiti, quindi, si traduce in un aumento delle tasse. Una misura, questa, simile a quella adottata dalla Sapienza di Roma dove dall’anno accademico 2011-12 è prevista una maggiorazione delle tasse pari al 50% per gli studenti al terzo anno fuori corso. Per evitare l’aumento occorrerà modificare la propria condizione di studente passando al part-time.

Arturo Catenacci

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