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9 ottobre 2011

Il custode dei custodi

La Calabria è una terra bellissima: sospesa tra mare e monti e talvolta tra mito e realtà, è anche la terra delle mille contraddizioni. L’Unical non è altro che lo specchio di quello che è la Calabria: terra di grandi lavoratori, di gente in grado di cambiare il mondo, ma anche di persone attaccate alla poltrona, di lavoratori incompetenti e lavativi e di gente arrogante e prepotente.

Spesso tra i cubi dell’ateneo cosentino si respira aria di dittatura e repressione: sul gradino più alto della gerarchia accademica siede da dodici anni lo stesso Magnifico, mentre tra le fila delle associazioni studentesche più potenti novelli Cesari creano fitte rete di clientele e di scambi di favori per assicurarsi le poltrone più ambite nell’ambito della politica universitaria.

Ma ambizione e volontà di dominio corrompono anche i cuori di membri del personale universitario. Ci giunge voce che in una lontana provincia dell’Impero Unical il custode di una casa dello studente si sia impossessato della suddetta residenza.

Con un colpo di mano machiavellico questo sinistro personaggio, già tristemente conosciuto per la sua megalomania e la sua isteria da onnipotenza, vorrebbe impedire agli studenti alloggiati nel palazzo di cui lui è custode di ricevere visite di amici e colleghi. La motivazione sarebbe il fatto che lui vuole impedire il proliferare di inquilini abusivi in questi alloggi ancora semi-vuoti.

Alle obiezioni mosse da persone che non volevano certo alloggiare in maniera abusiva in queste case dello studente per il semplice fatto che pagano già un affitto, obiezioni mosse con regolamento del centro residenziale alla mano (art. 14, comma 1 : “Allo studente è consentito far accedere all’appartamento e/o alla stanza assegnatagli persone estranee, in qualità di visitatori o per motivi di studio, purché ciò non arrechi disturbo agli altri assegnatari.” e inoltre art. 14, comma 2: “Dalle 24.00 alle 8.00 non è consentito l’accesso agli estranei alla residenza né la permanenza in essa. La violazione della presente disposizione comporta nei confronti dell’ospite esterno l’allontanamento immediato e l’eventuale applicazione dell’art. 17.”) il Gran Capo dei Custodi ha risposto (testuali parole): “Non avete capito, in questo palazzo ci sto IO e le regole le faccio IO, non il Centro Residenziale”.

Da queste parole si può arrivare a quattro diverse conclusioni possibili e plausibili:
a) il Pro-Rettore con delega per i servizi residenziali, Prof. Pietro Brandmayr, ha concesso un piccolo feudo a questo novello barone di confine;
b) Monsignor Custode si è ribellato al Centro Residenziale e ha instaurato il suo dominio personale su questo palazzo universitario;
c) questo stachanovista del delirio di onnipotenza ha acquistato questo palazzo e tra un pò magari comincerà a riscuotere affitti o, molto più probabilmente, a concedere agli studenti una sola ora d’aria, a mettere in cella di isolamento i ribelli e a servire ai carcerati, ops, studenti, una maleodorante sbobba di cavolo due volte al giorno, alle ore 13 e alle ore 20;
d) il carceriere, ops (un altro lapsus), il custode è semplicemente impazzito.

E’ palese che questo personaggio gode di buone protezioni e aggangi: gli studenti da anni protestano, raccolgono firme e fanno quant’altro sia possibile per chiedere al Centro Residenziale di prendere provvedimenti, ma evidentemente all’Unical sta più a cuore pagare lo stipendio ad una persona inadatta a fare questo lavoro che i diritti dei suoi studenti.

Alberto De Luca

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