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13 ottobre 2011

Il veleno dello scorpione blu cura per il cancro

Quando ci si ammala, quando un nostro caro è a rischio di vita per una patologia di una certa gravità, è facile diventare particolarmente sensibili e fiduciosi e “avventurarsi” per trovare in qualsiasi posto del mondo una cura propriamente detta e che non sia semplicemente un palliativo rispetto alla grave malattia. Tutti ricorderanno oltre dieci anni fa il famoso “Caso Di Bella”, l’anziano medico che sembrava aver trovato attraverso l’uso delle cellule staminali, la strada definitiva per la cura del cancro. Tantissime le persone in quel periodo che, con speranza e fiducia, hanno mobilitato mari e monti pur di diventare pazienti del dott. Di Bella e tentare di guarire con la sua cura, immolandosi fino a diventare oggetti veri e propri di un esperimento in continuo.

La ricerca internazionale ci aggiorna ogni giorno, ci racconta di nuovi progressi fatti per curare malattie tutt’oggi ritenute gravi da superare o spesso mortali.
Negli ultimi anni una nuova luce di speranza, però, si è accesa negli occhi dei malati di cancro: il Vidatox .

Tra il 2010 e il 2011 oltre trentacinquemila italiani si sono diretti verso i caraibi: no per vacanza, ma solo per andare a Cuba dove tentare di acquistare questo medicinale lì in distribuzione.
La particolarità di questo medicinale sta nella sua composizione. Il farmaco, conosciuto anche con il nome di Escozul, è in realtà un estratto di veleno dello scorpione blu ed è prodotto dalla Labiofam, un’azienda statale con sede a L’Avana. Sembra che inizialmente, dopo un controllo medico oncologico, i pazienti ricevessero gratuitamente dosi di farmaco e indicazioni sul trattamento da integrare (non sostituire) con la terapia convenzionale in atto. Oggi si può reperire direttamente nelle farmacie internazionali cubane a un costo di 205 Cuc (circa 160 euro). In Europa sembra esserci un altro canale di vendita che è in Albania.

Ad affiancare la ricerca dell’azienda ovviamente l’Università de L’Avana, l’Istituto di Oncologia e Radiobiologia e l’IPK e altre autorità pubbliche.

Ma cosa contiene questo medicinale? Le proprietà curative del veleno dello scorpione blu furono scoperte già nel 1985 dal biologo cubano Misael Bordier che scoprì le proprietà antitumorali del veleno di questa specie particolare di scorpione solo cubana. Per ricavare tale veleno, l’animale è tenuto in laboratorio e sottoposto a una scossa elettrica che gli farà espellere circa 2 o 3 gocce del suo veleno al dì e che poi verrà diluito in acqua.

Ma come agisce il farmaco sul corpo di un essere umano? La tossina pare abbia effetti molteplici: è inibitore della proteasi, ostacola la formazione della membrana cellulare, impedisce l’angiogenesi (formazione di nuovi vasi sanguigni che il tumore induce), stimola il sistema immunitario a reagire contro la neoplasia, ha effetti antinfiammatori. Tutto molto interessante senz’ombra di dubbio, ma c’è categoricamente da ricordare che il tutto è ancora in fase di sperimentazione e ancora dubbi permangono sugli effetti complessivi del farmaco sull’essere umano, soprattutto in termini di effetti collaterali.

Occorre essere molto prudenti nell’assumere questi medicinali sperimentali, dunque, anche se, il curarsi con derivati di animali (soprattutto veleni di rettili e scorpioni) appartiene a una medicina tradizionale che esiste e risulta valida da secoli, ancor prima dell’avvento della medicina moderna.

 

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