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29 ottobre 2011

Kammerlander, dal tetto del mondo all’università di Varese

Un aula magna gremita di persone ha accolto Hans Kammerlander, alpinista alto-atesino ospite giovedì scorso dell’Università dell’Insubria, dove è ‘salito in cattedra per raccontare il ‘suo’ K2 toccando diversi aspetti della vita di alpinista, esploratore e scrittore.

Una esistenza spesa per la montagna, quella di Kammerlander, rivissuta davanti ai 350 studenti e appassionati che, emozionati hanno assistito in trance all’incontro con uno dei più celebri alpinisti italiani. Capacità atletica, abilità tecnica e 13 montagne da ben 8000 metri alle spalle.

Questo il curriculum di Kammerlander che dopo quattro tentativi andati a vuoto è riuscito finalmente a vincere la propria sfida personale con una montagna impervia come il K2.

Durante l’incontro varesino, voluto dal Cai di Malnate e dalla Sezione Ticino del Club Alpino Svizzero e supportato dagli uffici di Varese di Banca Generali, Kammerlander ha cercato di trasmettere la sua esperienza, professionalità, allegria e ironia in un ambito accademico che negli ultimi mesi è sempre più spesso un punto di riferimento nel campo della medicina e dell’emergenza in montagna, e dell’alpinismo in generale.

Ad emozionare il pubblico in sala anche la disarmante umanità e semplicità dell’alpinista che è stato in grado di aprire una finestra sul mondo, per i paesaggi, il folklore e le peculiarità della gente, entrando nell’intima bellezza di località estreme.

La lectio magistralis si è conclusa con la proiezione delle sue imprese sul tetto del mondo, fra cui l’imbattuta discesa dalla cima del Nanga Parbat e dall’Everest, scalato senza bombole di ossigeno e in solitaria nel tempo record di 16 ore e 45 minuti.

Claudio Capanni

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