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12 ottobre 2011

La Biblioteca Nazionale di Roma come il Teatro Valle, o quasi

Ieri pomeriggio si doveva tenere un’assemblea nell’atrio della Biblioteca Nazionale di Roma in Viale Castro Pretorio, luogo pubblico che di recente sembra aver perso le sue prerogative di raccolta e condivisione del sapere, come tanti altri poli culturali in Italia.

Erano stati i « Lavoratori della conoscenza » di cui fanno parte gli occupanti del Teatro Valledi Roma, l’Associazione Precat, gli aderenti al Movimento Tq Intellettuali trenta-quarantenni– a fissare l’assemblea più di una settimana fa, sotto il nome di « Carta batte Forbice ».

Un’iniziativa nata con lo scopo di riflettere sullo stato attuale delle biblioteche pubbliche che « sono come le fontanelle– scrivono i promotori – sono come i pronto soccorsi: sono necessarie in una comunità che vuole dirsi tale » e che ha richiamato alla partecipazione i bibliotecari, gli archivisti, gli utenti della biblioteca, gli scrittori, i redattori, i traduttori, i giornalisti, gli editori, i grafici, i ricercatori, gli insegnanti e i semplici lettori.

Una fontanella senz’acqua: la Biblioteca più importante di Roma fatica a mantenere quei caratteri che dovrebbero fare di lei un luogo di cultura facilmente accessibile ai cittadini e funzionale alle loro esigenze: a partire dall’orario di chiusura –le 19.00 durante la settimana e le 13.30 durante il sabato a differenza delle biblioteche a Berlino e a Monaco che restano aperte fino a mezzanotte o di quelle come la London of School economics che non chiudono mai-, dai finanziamenti ricevutiun milione e trecento mila euro l’anno contro i 150 milioni di euro della British Library di Londra e i 200 milioni di euro l’anno della Bibliotèque Nationale de France– ,fino ai tagli ai dipendenti, passati negli ultimi anni da 430 a 270.

Impossibilitati ad entrare nell’atrio Biblioteca Nazionale a causa di un cordone di forze dell’ordine che ne bloccava l’accesso e di quattro camionette della polizia, i manifestanti hanno optato per un’assemblea davanti ai cancelli sbarrati dell’edificio con lettura di libri e poesie.

Erano presenti studenti, professori della Salpienza – Giovanni Solimine, docente di Scienze del libro-, conduttori radiofonici- Mario Sinibaldi-, scrittori -Nicola Lagioia, Francesco Piccolo, Flavio Soriga, Elena Stancanelli, Christian Raimo-.

C’è anche chi per un quarto d’ora ha tentato di bloccare il traffico in via Castro Pretorio sedendosi sulle strisce pedonali e venendo rimosso dalla polizia, non senza momenti di tensione.

Gli organizzatori dell’iniziativa annunciano un ritorno alla Biblioteca Nazionale. Che si decida di occupare la Biblioteca di Viale Castro Pretorio come è stato fatto con il Teatro Valle lo scorso 14 giugno?

Benedetta Michelangeli

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