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30 ottobre 2011

La Sapienza incontra Nicola Piovani

Se la musica è davvero la rivelazione più profonda di ogni saggezza e filosofia, come affermava Beethoven, culla ed espressione viva ed istintuale del pensare e dell’agire umano, risonanza di un ritmo atavico e primordiale, sola arte in grado di essere più eloquente del silenzio, allora è necessario cederle, assaporarne i colori e le sfumature, al di là delle più orecchiabili e commerciali melodie.

Quale facoltà universitaria avrebbe potuto accoglierla meglio, dunque, di Lettere e Filosofia?
La Sapienza si prodiga ancora per la diffusione dell’ultima arte del quadrivium: giovedì 3 novembre, alle ore 11.00, la grande Aula I della facoltà di Lettere ospiterà il pianista, compositore e direttore d’orchestra Nicola Piovani.

Viaggio a ritroso nel tempo, per l’artista, alla facoltà che ha frequentato.
Classe 1946, Piovani nasce a Roma, si diploma in pianoforte al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano; ha composto musiche per più di centocinquanta film, collaborando con registri del calibro di Fellini, Monicelli, Bellocchio, Tornatore, e Benigni, che l’ha consacrato al grande pubblico con la musica di La vita è bella, con cui nel 1999 vinse l’Oscar, punta di diamante di una sconfinata serie di premi importanti.

La musica di Piovani tocca corde nascoste del nostro involucro umano, centrando con precisione le debolezze, tramutandole in eterea consapevolezza della – paradossalmente – eterna condizione melanconica dell’uomo, e sublimando il tutto in una – sarà perdonato il gioco di parole – sublime armonia musicale e umana.

L’incontro del 3 novembre è volto agli studenti, agli appassionati, ai musicofili e – perché no – ai curiosi, per parlare del suo ultimo lavoro , I Viaggi di Ulisse, “concerto mitologico per strumenti e voci registrate”, racconto in musica che si avvale del contributo di strumenti e voci (da quella di James Joyce a Massimo Wertmuller) che leggeranno testi di Kavafis, Omero, Joyce, Tasso, Pindaro e Saba, per i disegni di Milo Manara.

Piovani si racconta e narra le emozioni provate dalla lettura delle vicende del celebre personaggio omerico, personificazione dell’eroe cerebrale, intuitivo, astuto e coraggioso, avvalendosi della sua arte, delle voci di professionisti e di strumenti quali contrabbasso, sax, clarinetto, violoncello e pianoforte, organico strumentale volto a ricreare ciò che Piovani definisce l’incanto di quelle vicende seduttive che eseguirà per la prima volta a Roma martedì 8 novembre alle 20.30 nell’Aula Magna del Rettorato della Sapienza.

Chiara Bonome

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