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2 ottobre 2011

L’allenamento che fa bene al cuore

Uno studio recente afferma che l’allenamento localizzato può produrre importanti miglioramenti nella riabilitazione di pazienti affetti da scompenso cardiaco.

Tale ricerca è stata condotta dal prof. Fabio Esposito, docente presso la Facoltà di Scienze Motorie dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con la University of California, San Diego (UCSD), e con la University of Utah.

Dopo 8 settimane di allenamento localizzato, i ricercatori hanno indagato sui meccanismi cellulari e fisiologici, scoprendo che sono proprio questi ultimi i responsabili del miglioramento del trasporto e dell’utilizzo di ossigeno durante l’esercizio fisico, in pazienti con scompenso cardiaco cronico.

Mentre il classico allenamento col cicloergometro, coinvolgendo una grossa massa muscolare, sovraccarica il cuore, l’allenamento localizzato impegna uno alla volta solo piccoli gruppi muscolari, compensando la limitazione centrale data dalla ridotta spinta cardiaca.

Ciò riesce quindi ad attivare al limite massimo i muscoli, evitando però di gravare l’attività cardiaca e mettendo in evidenza le potenzialità di adattamento dei muscoli dei pazienti affetti da scompenso cardiaco.

Dallo studio effettuato sul miglioramento dato da questo tipo di allenamento, si evince che tali risultati sono dovuti ai cambiamenti della struttura muscolare, come ad esempio la formazione di nuovi vasi sanguigni e mitocondri, fondamentali per favorire la funzionalità muscolare.

Bianca Crivelli

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