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5 ottobre 2011

L’effetto placebo è efficace contro dolore e malattie infiammatorie

Una terapia efficace contro dolore e situazioni infiammatorie potrebbe essere quella dell’effetto placebo, “una sostanza inerte, utilizzata in medicina come controllo dell’efficacia di un composto attivo”; in parole povere è una cura che è in grado di attivare gli stessi effetti dei farmaci che in realtà non vengono più somministrati al paziente.

Tutto ciò è frutto di uno studio condotto dal Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino, il quale dimostra che “sia gli antidolorifici sia gli anti-infiammatori creano nel nostro cervello un’impronta che è in grado di attivare gli stessi effetti della cura solo al pensiero di aver preso il farmaco. Anche quando il farmaco, in realtà, è una sostanza inerte, cioè nulla”.

Ne è convinto, soprattutto, il prof. Fabrizio Benedetti, docente di Fisiologia all’Università di Torino e consultant al National Institute of Health a Bethesda e alla Mind Brain Behavior Initiative della Harvard University, il quale ha coordinato questo studio e che si dedica da tempo alla ricerca sull’effetto placebo.

La ricerca, pubblicata oggi su “Nature Medicine”, che metterà, sicuramente, a confronto gli scettici del placebo e gli “ottimisti”, è stata messa a punto su alcuni pazienti e volontari a cui, per un certo periodo di tempo, hanno somministrato dei farmaci grazie ai quali si sono avuti dei miglioramenti. In seguito si è passati alla sostanza placebo ed i pazienti, ignari di tutto, hanno ottenuto gli stessi effetti dei farmaci veri.

Questa scoperta, da parte dell’Università di Torino, che metterà a confronto gli scettici del placebo e gli “ottimisti”, è stata fatta in un breve lasso di tempo e quindi non si può ancora sapere se tutto ciò vale anche per i malati cronici, come ha spiegato il prof. Benedetti che ha ribadito: “Al momento non possiamo dire ai medici o agli ospedali di sostituire i farmaci con le sostanze inerti che innescano l’effetto placebo perché non c’è dimostrazione scientifica del meccanismo a distanza di anni. Sicuramente, però, possiamo dire che si può ridurre l’uso dei medicinali, alternando farmaci a placebo, soprattutto quando i farmaci possono creare importanti effetti collaterali».

Un’indagine condotta su 600 medici ha evidenziato che quasi la metà di loro raccomanderebbe l’effetto placebo che sembra essere efficace soprattutto se il paziente crede nella terapia ed ha fiducia nel proprio medico, sia se si tratti di una condizione dolorosa, sia infiammatoria, semplicemente perché si attivano, nella persona in cura, i medesimi recettori, sostanze come endorfine oppure endocannabinoidi, ai quali si legano i farmaci specifici che esso ha somministrato in precedenza.

Lucia Miceli

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