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7 ottobre 2011

L’happy hour poco happy

Nonostante ormai sia diventato un vero e proprio cult l’aperitivo a buffet, diffusissimo a macchia d’olio in tutta Italia, continua a generare forti dissensi da parte degli esperti in alimentazione che ne sottolineano le mancanze.

A lanciare un nuovo allarme è Giuseppe Fatati, presidente della Fondazione ADI, coordinatore del progetto “Obesity Day” che si terrà a Roma dal 10 Ottobre e che vedrà il susseguirsi di esperti e curiosi che approfondiranno i rischi che comporta un’alimentazione scorretta.

Gli aperitivi – commenta Fatati – soprattutto quelli mascherati da succo di frutta debolmente alcolico, chiudono la giornata con quella accattivante allegria del ‘fine del lavoro’. E sono ormai di tendenza. Ma è difficile dire quante calorie si introducono quasi per gioco“.

Quello che si vuole sottolineare è proprio questa mancanza di attenzione verso ciò che si ingerisce, finendo per introdurre più calorie di un pasto completo e soprattutto che non andranno bruciate.

Facciamo due conti – prosegue Fatati – un aperitivo a base di vino sfiora da solo le 200 calorie e quelli serviti in un grande bicchiere ripieno di ghiaccio ma ricco di gin e bibite possono anche superarle. Poi le noccioline: 40/50 grammi sono almeno 300 calorie”. E siamo solo all’inizio: “Ci sono poi le patatine e gli stuzzichini. Se va bene siamo tra le 600 e le 700 calorie. Se va male…“.

Ricordiamoci che il classico pranzo all’italiana – conclude – e cioè 100 grammi di spaghetti al pomodoro, un insalata mista, e un gelato alla frutta sono in tutto 665 calorie. Nell’immaginario collettivo, nel primo caso abbiamo solo preso un aperitivo e nel secondo, invece, abbiamo mangiato. In realtà non è proprio così“.

Insomma un po’ di glamour o quattro chiacchiere fra amici e il gioco è fatto, calorie che si trasformano in chili e lacrime e sudore per tornare a sedere a tavola, e dire che le feste sono ancora lontane.

Irene Cassaniti

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