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21 ottobre 2011

L’Università di Ravenna in aiuto del popolo libico

Diffusa ieri, 20 ottobre, la notizia clamorosa della morte di Gheddafi. La scomparsa del colonnello segna la fine delle rivolte della popolazione libica, che dal 17 febbraio dell’anno corrente ha combattuto contro il regime, in una guerra civile durata ben 8 mesi.

Il decesso di Gheddafi rappresenta certamente per la Libia il punto da cui ripartire, ma dopo mesi e mesi di guerriglia, ricominciare da zero non sarà facile.

Per tale motivo, durante un convegno all’Università di Ravenna, il sindaco della città Giannantonio Mingozzi ha affermato che l’Ateneo ravennate sosterrà la Libia, per dare la possibilità al popolo di preservare il patrimonio storico del paese e di favorire la rinascita di una nazione devastata.

Saranno, in particolare, almeno due i corsi di laurea che daranno una mano: quello di Cooperazione Internazionale e quello di Conservazione del Patrimonio Culturale.

“Qualche mese fa, in occasione delle sommosse del popolo libico” esordisce il sindaco Mingozzi “avevo già parlato con il preside della facoltà di Beni culturali Antonio Callieri e con Giuseppe Gozzi, direttore di Cooperazione internazionale, riguardo questa idea. Oggi, dopo aver appreso la notizia della morte di Gheddafi, credo sia ancora più importante dimostrare solidarietà a questo popolo. Abbiamo il dovere di appoggiarlo, affinchè gli universitari e gli esperti libici possano rimettere in piedi il loro paese, attraverso la salvaguardia delle testimonianze storiche e la ripresa dell’economia, in modo da creare maggiori opportunità di lavoro per il popolo libico“.

Il sindaco prosegue, poi, affermando “Faremo presente la nostra disponibilità al Ministero degli Affari Esteri, dimostrando che i nostri docenti sono già in grado di intraprendere rapporti con i colleghi in Libia. Siamo desiderosi di dare il nostro contributo affinchè tutti coloro che sono stati costretti ad abbandonare la Libia riescano a tornare in patria”.

Bianca Crivelli

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