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2 ottobre 2011

Pregare aiuta il paziente ad “affrontare” la malattia

La preghiera nella malattia esercita un ruolo fondamentale perché apporta diversi benefici; infatti, è da qualche tempo che si parla di essa come sinonimo di guarigione per le persone ammalate. Ciò è quanto emerge, anche, da uno studio condotto dall’Università americana del Winsconsin-Madison la quale sostiene che “meditazione e orazione favoriscono le aree cerebrali che governano gli atteggiamenti di pazienza e benevolenza”; insomma una sorta di preghiera-terapia per i pazienti. Tutto ciò potrebbe sembrare, a noi tutti, una sorta di contraddizione per il semplice fatto che si parla della fede e della scienza come due cose indissolubili. E’ realmente così?

Molte persone, in effetti, si affidano alla preghiera sia per una questione di fede e sia per cercare quel sostegno il quale fa sì che la persona, colpita da cancro o da qualunque altra malattia, acquisisca quell’atteggiamento ottimista che dia un valido aiuto, a quest’ultimo, per affrontare al meglio il faticoso cammino verso la guarigione o semplicemente per riuscire a gestire la malattia.

Ma quali sono i benefici che la preghiera apporta al paziente? “I benefici effetti finora accertati riguardavano soprattutto il distretto cardiocircolatorio in termini di diminuzione della pressione e del battito cardiaco, nonché la sfera delle neuroscienze, mentre in oncologia si sapeva che un atteggiamento positivo e ottimista, nonché fiducioso, aiuta il paziente ad affrontare la malattia”.

Lucia Miceli

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