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2 ottobre 2011

Rimuovere i brutti ricordi oggi è possibile

Brutto ricordo, ti cancello. In un futuro non molto remoto sarà possibile cancellare dalla memoria brutti ricordi e traumatiche reminescenze. Un gruppo di neuroscienziati, guidato daCristina Alberini dell’università di New York, ha scoperto il meccanismo base del processo di consolidamento di determinati ricordi, legato ad alcuni ormoni, che può permettere di cancellare o rafforzare la memoria.

I risultati dello studio sperimentale sono stati presentati a Venezia nel corso della VII conferenza “The future of science”. In sostanza, sarebbe necessario somministrare dei farmaci che blocchino il formarsi di determinati ormoni.

I ricercatori hanno scoperto che i ricordi “a lungo termine”, ad esempio quelli legati alla paura, hanno bisogno, per essere “fissati”, del rilascio di ormoni “quali il cortisolo e l’adrenalina“. Si ipotizza che una terapia farmacologica che simulasse la “fissazione ormonale” della mente sarebbe la chiave per controllare la memoria.

Perché una memoria diventi a lungo terminei – spiega la Alberini – serve un certo livello emotivo, di stress ed eccitazione“. Tuttavia, se lo stress diventa troppo elevato, “si crea un deficit – continua – si interrompe il processo di apprendimento e il ricordo non si consolida. Abbiamo osservato – precisa – che si puo’ intervenire per ridurre una memoria negativa, ad esempio legata al disturbo post-traumatico da stress o alla dipendenza da droghe, o invece aumentarla, nel caso ci si trovi con il decadimento indotto da demenze“.

Ma c’e’ una particolare finestra temporale per farlo. Dopo che il ricordo si e’ formato, vi e’ un momento in cui la memoria si affievolisce e diventa labile, per poi consolidarsi nuovamente.

Ed e’ proprio quando il ricordo e’ labile – aggiunge Alberini – che noi interveniamo con dei farmaci. Nel caso di ricordi negativi, blocchiamo i recettori del cortisolo, facendo cosi’ diminuire l’intensita’ del ricordo. Quando invece vogliamo rinforzarlo, aggiungiamo il fattore di crescita insuline grow factor 2 (IGF2), importante per lo sviluppo del cervello adulto e presente nell’ippocampo, si tratta probabilmente – conclude – della tecnica ipotizzata qualche anno fa dal film ‘Se mi lasci, ti cancello’ in cui si eliminava il ricordo di un amore finito“.

Claudio Capanni

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