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20 ottobre 2011

Roma in ginocchio, la Città Universitaria in tilt

20 ottobre 2011, un violento nubifragio, scatenatosi già nelle prime ore della notte, ha messo in ginocchio Roma che si è risvegliata sotto l’acqua.

La pioggia ha allagato le strade, sommerso le auto in sosta, rallentato e fermato tram e bus, immediato è stato il tilt delle metropolitane A e B.

In tre ore sono caduti in media 120 mm di pioggia. Quanto basta per scatenare il panico nella capitale.

I danni non potevano mancare anche alle infrastrutture di telecomunicazione della città universitaria.

Si sono infatti verificati problemi tecnici ai sistemi informatici della Sapienza: fuori uso la posta elettronica, i telefoni, i servizi interattivi sul web come Infostud e l’aggiornamento delle informazioni sul sito.

I tecnici si sono da subito messi al lavoro per ripristinare quanto prima le funzionalità.

Alle 9.00 di stamani, alla Stazione Tiburtina, il livello dell’acqua arrivava alle ginocchia dei passanti a causa delle fogne straripanti.

Sulla Cristoforo Colombo il traffico è rimasto paralizzato e numerose auto sono state sommerse dall’acqua.

Di questo si è parlato per una giornata intera. Decine di queste notizie hanno oggi occupato le prime pagine dei quotidiani.

Ma non basta.
Quel che è più grave è che Sarang Perera, cittadino dello Sri Lanka di 32 anni, è morto annegato all’interno del seminterrato dove abitava.

E’ tutto passato, questo è vero. Da domani i giornali riprenderanno a parlare d’altro. Ma una riflessione nasce inevitabile: come possono 120 mm d’acqua mettere k.o. una capitale come Roma?

Margherita Teodori

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