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5 ottobre 2011

UduLecce: Coordinamento 15 Ottobre Salento

Dalle ceneri del movimento no global che ebbe a Genova nel 2001 la sua massima espressione ma anche l’inizio della sua decadenza è nato in tutta Europa un movimento libero ed eterogeneo che vuole contrapporsi alle leggi del mercato.

Siamo in un periodo di crisi, questo è chiaro, e per rendersene conto basta guardare un qualsiasi telegiornale. Ma da cosa è stata generata questa crisi? Perchè chi paga la crisi sono proprio le classi meno abbienti?
Sicuramente quello che viene descritto come un mercato libero, di libero ha ben poco. Infatti la maggior parte della ricchezza mondiale è concentrata nelle mani di poche multinazionali, colluse con banche e agenzie di rating, che decidono e impongono al mercato ciò che è meglio per loro. Siamo in una fase in cui il potere politico delle nazioni è completamente assoggettato al potere economico.

Da questi presupposti ha preso vita in Spagna il movimento degli indignatos e in America il movimento “Occupy Wall Street” che si propongono di rappresentare il 99% della popolazione mondiale che si contrappone all’1% che ha il potere economico nelle sue mani e ha deciso di occupare il simbolo dell’opulenza economica made in USA.

Dalla Spagna in tutta Europa si è diffuso non solo un sentimento di indignazione verso un sistema che penalizza chi possiede di meno, ma anche una voglia di riscatto. Così si è deciso che il 15 Ottobre sarà il giorno della mobilitazione internazionale, Indigantos di tutta Europa unitevi!
Anche qui a Lecce è nato il Coordinamento 15 ottobre in cui diverse realtà si confrontano, scambiano opinioni, definiscono pratiche e lanciano mobilitazioni comuni per costruire insieme quella che è la grande mobilitazione del 15, per la quale partiranno dei pullman dal Salento.

La principale caratteristica della data del 15 è l’eterogeneità del movimento che abbraccia tutti coloro che sono stanchi di subire passivamente la crisi e vogliono che per la prima volta a pagare siano loro che la crisi l’hanno creata. Per questo le prime mobilitazioni non tarderanno ad arrivare. Già il 7 novembre il coordinamento ha deciso di scendere in piazza accanto agli studenti medi superiori, per rivendicare insieme il ruolo centrale della scuola e della conoscenza sempre più messe da parte, perchè si sa, pensare vuol dire cambiare e la casta che governa da anni l’Europa ha paura del cambiamento, di perdere quei poteri e quella superiorità che ora li contraddistingue.

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