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16 ottobre 2011

UniPa: studenti di scienze della formazione primaria scrivono a Napolitano

Lo scorso 10 ottobre per migliaia di studenti, in tutta Italia, è stato il giorno dei tanto attesi test in “Scienze della Formazione Primaria”.
Per gli studenti di scienze della formazione primaria, invece, il 10 ottobre è stato il giorno per informare, con un semplice foglio di carta su cui era riportata la frase “Un titolo per chi titolare non lo sarà mai!”, le aspiranti matricole su ciò che il futuro ha riservato loro.

Un gesto per smuovere le coscienze di coloro che pensavano che tutti i problemi che giravano attorno a questa facoltà fossero solo voci e nient’altro e soprattutto un gesto per far capire che per assicurarsi un domani non più precario bisogna lottare già da ora e non aspettare il giorno dopo la laurea.

Nel frattempo gli studenti di Scienze della Formazione Primaria di Palermo hanno preso un altro foglio di carta e armandosi di penna hanno scritto una lettera al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiedendogli una volta per tutte di diventare “visibili”.

Noi di Controcampus vogliamo continuare a dar voce a tutti questi studenti che hanno il diritto, come tutti del resto, di vedersi riconosciuto ciò per cui hanno speso, e continueranno a spendere, forze e sacrifici e per questo motivo pubblichiamo per intero e senza filtri la lettera che gli studenti di Palermo hanno inviato al presidente Napolitano:

Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Oggetto: la disgrazia di essere i figli più piccoli.

Egregio Signor Presidente della Repubblica,

ricorda quando si faceva la fila per poter avere un po’ di pane?
Il pane non bastava mai per tutti e molti erano costretti a tornare dalle loro famiglie, tante bocche da sfamare, con niente in mano. Affamati, stanchi, delusi, amareggiati, feriti, preoccupati ed umiliati erano tenuti in vita da un’unica speranza: quella di potersi mettere in fila il giorno successivo e di riuscire ad ottenere un pezzo di pane anche più piccolo di quello che avevano sperato, anche solo qualche crosta o poche briciole.

Il loro destino era racchiuso in una sola possibilità: quella di mettersi in fila.
Tutti gli Studenti di Scienze della Formazione Primaria sanno che non esistono i presupposti per un futuro roseo; sanno che l’opportunità di una vita serena è preclusa…

Alle vittime dei tagli del settore scuola è stato negato il futuro, ma gli Studenti di Scienze della Formazione Primaria, immatricolati dopo il 2007, questo futuro non l’hanno mai avuto.
Questi Studenti non solo non avranno il futuro che desiderano, ma non hanno e non avranno la possibilità di mettersi in fila, di sperare in un pane che meritano come tutti gli altri!

Gli Studenti di Scienze della Formazione Primaria, immatricolati dopo il 2007, come gli altri hanno studiato, compiuto sacrifici insieme alle loro famiglie, sofferto per l’attuale situazione sociale ed economica…

Gli Studenti di Scienze della Formazione Primaria, immatricolati dopo il 2007, non prenderanno porte in faccia perché per loro non esistono porte alle quali bussare.
La loro strada non conduce ad una porta; conduce ad un burrone.
Terminato il percorso di studio universitario non possono e non potranno chiedere di essere inseriti nelle graduatorie per l’insegnamento perché queste graduatorie sono bloccate da anni. Gli ultimi ai quali è stato riconosciuto questo diritto sono gli Studenti immatricolati fino al 2007.

Loro, gli Studenti di Scienze della Formazione Primaria, immatricolati dopo il 2007, non esistono. Alcuni hanno già conseguito la laurea, altri la conseguiranno… e l’unica gioia che possono provare è quella di vederla appesa, forse corredata di cornice, su una parete. Il loro nome non è e non sarà mai sulla lista di coloro che possono essere chiamati a lavorare nelle scuole.

Cosa hanno fatto per meritare questo? Qual è la loro colpa?
Sosterranno o hanno sostenuto gli stessi esami degli altri, hanno pagato le tasse come gli altri, hanno vissuto come gli altri, sono cittadini come gli altri, sono persone come le altre, ma hanno la disgrazia di essere più piccoli almeno accademicamente…
In un Paese democratico come la nostra Italia, i più piccoli possono essere
discriminati, esclusi, annientati?

Sembrerebbe di sì ed i fatti lo dimostrano.

Questi Studenti invisibili siamo noi.

Il 29 Settembre, una nostra delegazione è stata ricevuta presso il Ministero della Pubblica Istruzione. Ringraziamo il Dr. Max Bruschi per averci ricevuti; Lo ringraziamo della disponibilità, dell’efficacia comunicativa, della dichiarata volontà di voler creare uno sbocco meritocratico.

Il 10 Ottobre, migliaia di candidati hanno partecipato al test per accedere al “Nuovo Corso di Laurea Magistrale Abilitante all’Insegnamento”. Abilitante. Abilitante come il nostro corso di laurea. Ma abilitante a cosa? Le graduatorie sono chiuse per tutti, purtroppo anche per loro. Il 10 Ottobre, noi li abbiamo incontrati, abbiamo raccontato loro come stanno le cose e non per scoraggiarli, ma per accoglierli! Li abbiamo idealmente accolti sulla nostra stessa barca, una barca nuova di zecca, attualmente destinata ad affondare, che non ha mai lasciato il porto… Lavoreremo tutti insieme per trovare una rotta da seguire.

Reclamiamo il diritto al lavoro? Potremmo, ma sappiamo che questo diritto
fondamentale costituisce un’irrazionale utopia.
Reclamiamo il diritto di godere di una percentuale, anche insignificante, di possibilità di essere chiamati ad insegnare.

Reclamiamo il diritto di vedere scritto il nostro nome in una lista (le graduatorie per l’insegnamento ex provinciali) affinché un giorno, anche lontanissimo, il Dirigente Scolastico di un qualche istituto possa leggere il nostro nome tra quelli da tenere in considerazione per una supplenza. Magari non saremo mai chiamati… Visto che nessuno sembrerebbe in grado di offrirne, non avremo mai sicurezza e garanzie…

Reclamiamo il diritto di poterci mettere in fila, di poter sperare in un pezzetto di quel meritato pane per il quale abbiamo tanto faticato…

Chiediamo a Lei, Signor Presidente, che lo Stato ci dia almeno la speranza.

Grazie.

Gli Studenti di Scienze della Formazione Primaria di Palermo”.

Dora Della Sala

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