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14 ottobre 2011

UniPr: Progetto “FIRB-Futuro in Ricerca”

Nei giorni scorsi è stato pubblicato sul sito del MIUR l’elenco degli ammessi al finanziamento del programma ministeriale “FIRB-Futuro in Ricerca”, che finanzia progetti di ricerca fondamentale, anche a rete, della durata di almeno tre anni. L’iniziativa intende favorire il ricambio generazionale all’interno degli atenei e degli enti di ricerca afferenti al MIUR e sostenere le eccellenze scientifiche emergenti.

L’Università di Parma in quest’ambito ha raggiunto notevoli risultati. Risultano infatti tra i vincitori cinque progetti dell’Ateneo, di cui due (quello coordinato dal Dott. Alessio Lodola del Dipartimento Farmaceutico e quello coordinato dal Prof. Riccardo Roncella del Dipartimento di Ingegneria Civile, dell’Ambiente, del Territorio e Architettura) vedono l’Università di Parma come coordinatori, mentre gli altri tre riguardano progetti in cui i ricercatori di Parma partecipano a progetti che vedono altri Atenei come coordinatori.

PROGETTO “SCOPERTA E SVILUPPO DI LIGANDI EPHA2 QUALI NUOVI CHEMIOTERAPICI MOLECOLARI” – Dott. Alessio Lodola (Dipartimento Farmaceutico)
Il Dott. Alessio Lodola, ricercatore del Dipartimento Farmaceutico dell’Università di Parma, ha vinto nell’ambito del programma FIRB un finanziamento di 450.000 euro. Al progetto, nato dalla collaborazione di soli giovani ricercatori della Facoltà di Farmacia dell’Ateneo, partecipano anche il Dott. Massimiliano Tognolini del Dipartimento di Scienze Farmacologiche, Biologiche e Chimiche applicate e il Prof. Matteo Incerti del Dipartimento Farmaceutico.
I tre ricercatori parmigiani potranno disporre di 450.000 euro (nell’arco di tre anni) per ideare e sviluppare molecole in grado di interferire con il sistema di segnalazione cellulare regolato dalla famiglia delle proteine ephrin e dai loro recettori (Eph).
Le proteine ephrin e i loro recettori (Eph) sono coinvolti nello sviluppo dei tumori e nella differenziazione di cellule staminali. Il recettore EphA2 è stato recentemente proposto quale nuovo bersaglio di potenziali nuovi farmaci ad attività antitumorale e antiangiogenetica. Lo scopo del gruppo di ricerca di Parma è di identificare una nuova classe di composti capace di modulare l’attività di EphA2. Tale approccio potrà innanzitutto fornire gli strumenti chimici indispensabili per chiarire il ruolo di queste proteine in molti tumori umani, e, sviluppato da ricercatori avvezzi ad affrontare le problematiche relative allo sviluppo di nuovi farmaci, potrebbe portare a composti potenzialmente utili nella pratica terapeutica. Interessanti risultati preliminari nel campo sono già stati ottenuti dal giovane gruppo, grazie a un finanziamento assegnato dall’AIRC al Dott. Tognolini nel 2009.
Il Dott. Alessio Lodola, ricercatore dal 2005 presso il Dipartimento Farmaceutico dell’Ateneo, si occupa della progettazione di nuovi farmaci e dello studio del meccanismo molecolare della loro azione, con tecniche computazionali. Lavorando nel gruppo di chimica farmaceutica diretto dal Prof. Marco Mor, ed occupandosi prevalentemente della progettazione dei composti agenti sul sistema endocannabinoide e di nuovi agenti antitumorali, ha recentemente ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra i quali nel 2009 alla Gordon Research Conference su “cannabinoid Function in the CNS” nel Maine (USA) e nel 2010 dalla “European Federation of Medicinal Chemistry”, che lo ha selezionato tra i migliori giovani chimici farmaceutici delle Università europee.

PROGETTO “METODI SUBPIXEL PER LA RICERCA DI CORRISPONDENZE, LA REGISTRAZIONE DI IMMAGINI ED IL CHANGE DETECTION CON APPLICAZIONI ALL’INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE” – Prof. Riccardo Roncella (Dipartimento di Ingegneria Civile, dell’Ambiente, del Territorio e Architettura)
Il Prof. Riccardo Roncella, ricercatore del Dipartimento di Ingegneria Civile, dell’Ambiente, del Territorio e Architettura e docente di Fotogrammetria presso la Facoltà di Ingegneria, ha ottenuto un finanziamento di 477.000 euro per la realizzazione del progetto “Metodi subpixel per la ricerca di corrispondenze, la registrazione di immagini ed il change detection con applicazioni all’ingegneria civile e ambientale”.
Al progetto triennale coordinato dal Prof. Roncella afferiscono due unità di ricerca (una di Parma, l’altra del Politecnico di Milano), e vi partecipano ricercatori italiani e stranieri dell’INAF di Padova, dello University College di Londra e della University of Florida.
Il progetto si propone di fornire un contributo sostanziale nello sviluppo di nuove metodologie per la registrazione di immagini e il change detection, con ricadute nella produzione di modelli digitali di superficie (DSM), nel monitoraggio di fenomeni deformativi, nell’analisi multi-temporale (sia in ambito ingegneristico, sia in quello medico) di immagini telerilevate o di Computed Tomography (CT). A tale fine verranno affinate le prestazioni di algoritmi esistenti, superandone alcuni limiti, e sviluppati metodi innovativi, utilizzando modelli globali di descrizione del campo di parallasse. Dall’implementazione di questi metodi ci si attendono progressi molto significativi nello studio e nella modellazione dei campi di deformazione, con benefici negli studi sulla meccanica dei materiali e della frattura. Un ulteriore obiettivo di grande rilevanza e attualità è l’estensione dei metodi di correlazione ad immagini tridimensionali da CT. Le ricadute attese sono in settori quali la geomatica, la meccanica, le scienze dei materiali, la medicina e la biologia, l’architettura e l’archeologia.
Il Prof. Riccardo Roncella, ricercatore universitario del settore ICAR/06 Topografia e Cartografia dal 2008, si occupa di automazione in fotogrammetria e della caratterizzazione metrologica di tecniche di misura basate sull’elaborazione di immagini (image metrology). Scopo di queste tecniche è ricavare informazioni quantitative dall’elaborazione delle immagini, in particolare nella produzione di Modelli Digitali del Terreno e delle Superfici (a qualunque scala) e nelle misure di deformazione. Dal 2003 il Prof. Roncella è particolarmente impegnato nello studio e nello sviluppo di metodi di correlazione di immagine, applicati a problemi di ricostruzione di superficie e alla determinazione degli stati deformativi di materiali soggetti a prove di carico. In quest’ultimo settore, in collaborazione con i ricercatori del SSD ICAR/04 del Dipartimento e dell’Università della Florida, coi quali vi è una cooperazione ormai pluriennale, ha ottenuto risultati assai prestigiosi pubblicati sulle più importanti riviste internazionali di settore.

PROGETTO “STUDIO DEL FLUSSO DI ENERGIA E DI CARICA IN NUOVI SISTEMI MULTICROMOFORICI SINTETIZZATI AD HOC, DI COMPLESSITÀ CONTROLLATA E CRESCENTE: VERSO SISTEMI INTELLIGENTI PER LA FOTOVOLTAICA ORGANICA” – Prof.ssa Francesca Terenziani (Dipartimento di Chimica Generale e Inorganica, Chimica Analitica e Chimica Fisica)
Il progetto finanziato dal MIUR prevede la collaborazione di tre unità di ricerca: oltre a quella parmigiana, costituita dai ricercatori Francesca Terenziani (Dipartimento di Chimica Generale e Inorganica, Chimica Analitica e Chimica Fisica), Laura Baldini e Francesco Sansone (Dipartimento di Chimica Organica e Industriale), lavorano insieme un’unità di ricerca di Pisa, guidata dalla Dott.ssa Chiara Cappelli, e un’unità di ricerca del LENS (Laboratorio Europeo di Spettroscopia Nonlineare) di Firenze, guidata dalla Dott.ssa Mariangela Di Donato, la quale coordina il progetto.
Il finanziamento totale da parte del Ministero ammonta a 770.000 Euro.
Lo scopo principale del progetto è lo studio dettagliato dei fattori che consentono a un sistema fotosintetico artificiale di assorbire la luce solare e di promuovere il trasferimento di energia e la separazione di carica con elevata efficienza. Come ricaduta auspicabile, vi è la progettazione e l’ottenimento di sistemi molto efficienti utilizzabili in dispositivi fotovoltaici organici.
L’approccio che verrà seguito sarà prettamente multi-disciplinare, grazie alla complementarietà delle tre unità di ricerca coinvolte nel progetto. Le relative competenze, infatti, coprono i campi della spettroscopia lineare e non lineare, della chimica computazionale e delle simulazioni teoriche, della chimica organica e supramolecolare.
In questo progetto, l’Università di Parma fornisce due “anime”: competenze di alto livello nel campo della chimica organica sintetica e supramolecolare (Prof. Baldini e Prof. Sansone) da un lato, della spettroscopia e della chimica teorica (Prof.ssa Terenziani) dall’altro. Il progetto coinvolgerà anche alcuni assegnisti e dottorandi del nostro Ateneo, tra cui la Dott.ssa Cristina Sissa e la Dott.ssa Elisa Campioli. Alcuni assegni di ricerca e borse di dottorato verranno inoltre messi a disposizione grazie a questi fondi.

PROGETTO “RETI OTTICHE COERENTI PER CANALI AL TERABIT” – Ing. Tommaso Foggi (Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione)
L’Ing. Tommaso Foggi, ricercatore del Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni (CNIT) presso l’Unità di Ricerca CNIT di Parma, è risultato vincitore di un finanziamento per un importo complessivo di 810.000 euro per il progetto “Reti Ottiche Coerenti per Canali al Terabit”, che si svolgerà in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (coordinatore del progetto) e il Centro Integrato per le Reti e le Tecnologie Fotoniche del CNIT di Pisa.
Nello specifico l’Ing. Foggi opera nel Laboratorio di ricerca Spadic del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Ateneo, diretto dal Prof. Giulio Colavolpe.
La ricerca consisterà nella progettazione e dimostrazione sperimentale di sistemi di comunicazione ottica con capacità trasmissive fino a 1000 Gigabit al secondo (1 Terabit/s) e alla progettazione e alla dimostrazione sperimentale di reti ottiche altamente riconfigurabili che sfruttino le nuove potenzialità e le migliori prestazioni offerte dalle tecniche trasmissive impiegate. Alcune di tali tecniche sono state proposte e studiate presso il Laboratorio di ricerca Spadic, che si occupa di sistemi di comunicazione avanzati per trasmissioni radiomobili, satellitari e su fibra ottica.

PROGETTO “APPROCCIO INNOVATIVO PER LO STUDIO DI ORTOFRUTTA DI IV GAMMA: ASPETTI QUALITATIVI, METABOLICI E FUNZIONALI” – Dott.ssa Federica Rizzi (Dipartimento di Medicina Sperimentale)
La Dott.ssa Federica Rizzi, del Dipartimento di Medicina Sperimentale, coordina l’Unità di Ricerca di Parma che insieme all’Unità di Ricerca di Bologna (capofila Dott. Pietro Rocculi, Coordinatore Nazionale) ha ottenuto il finanziamento ministeriale FIRB per il progetto “Approccio innovativo per lo studio di ortofrutta di IV gamma: aspetti qualitativi, metabolici e funzionali” per un importo totale di 448.000 euro.
La ricerca finanziata si propone di investigare l’impatto di alcune operazioni di preparazione e conservazione, sia tradizionali sia innovative, sugli aspetti metabolici, funzionali e nutrizionali di frutta minimamente processata (IV gamma). In particolare saranno studiate le modificazioni del prodotto che possono determinare una variazione delle qualità sensoriali, nutrizionali e funzionali dell’alimento attraverso un approccio multidisciplinare che includerà la caratterizzazione del contenuto in composti bioattivi con un innovativo approccio metabolomico/metabonomico, che prevede l’impiego della tecnica NMR (Nuclear Megnatic Resonance). Poiché inoltre è noto che molti dei benefici salutistici associati al consumo di frutta e verdura fresca sono dovuti alla presenza in questi alimenti di sostanze con attività antiossidante, l’Unità di Parma valuterà la capacità antiossidante totale di estratti concentrati ottenuti dalla frutta minimamente processata. Verranno messi a punto sia saggi “in vitro” sia “in vivo” in cellule in coltura, e si farà uso di tecniche di biologia molecolare che permetteranno di identificare i parametri di processo atti a massimizzare la funzionalità salutistica e la qualità nutrizionale di questi prodotti.

E’ motivo di grande soddisfazione per l’Ateneo di Parma vedere un numero così elevato di giovani ricercatori vincitori del bando FIRB. I finanziamenti ottenuti, visto l’elevato numero di partecipanti e la severità della selezione tra numerosi progetti di elevato livello, testimoniano la qualità della proposta scientifica e il valore dei risultati raggiunti dalle ricerche svolte presso l’Università di Parma, e consentiranno di sostenere sempre più il sistema della ricerca e valorizzare le risorse umane in essa impiegate.

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