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28 ottobre 2011

UniUd: Diabete e attivita’ fisica – progetto per prevenire squilibri glicemici nei pazienti insulino-dipendenti

Un sistema innovativo che consente ai pazienti diabetici insulino-dipendenti, soprattutto di tipo 1 (diabete giovanile), di svolgere attività fisica, lavorativa o sportiva, senza incorrere in squilibri glicemici. È il progetto Ecres-Creid dell’Università di Udine, selezionato tra i 265 progetti nazionali più innovativi nell’ambito dell’iniziativa “Italia degli innovatori” promossa dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il sistema indica al paziente la quantità di carboidrati da consumare associata alla dose di insulina da assumere per mantenere la glicemia nei limiti ideali anche durante l’attività fisica. La prevenzione degli squilibri glicemici correlati all’esercizio fisico è infatti basata essenzialmente sul consumo di una quantità aggiuntiva di carboidrati oltre alla consueta dieta. Il progetto, coordinato dalla ricercatrice Maria Pia Francescato, è stato realizzato da un gruppo di ricerca del dipartimento di Scienze mediche e biologiche dell’Ateneo in collaborazione con l’unità di Diabetologia dell’Azienda ospedaliero universitaria di Udine e la Clinica medica dell’Università di Trieste.

«Attualmente non esiste sul mercato un sistema di questo tipo il cui obiettivo – spiega Francescato – è aiutare le persone affette da diabete insulino-dipendente a gestire autonomamente e in sicurezza la patologia prevenendo l’ipoglicemia da sforzo». I normali benefici dell’attività fisica aumentano nei diabetici ai quali è consigliato praticare un’attività sportiva. «Lo sport, infatti – sottolinea Francescato –, fa diminuire la necessità di insulina e, al pari della corretta alimentazione, dovrebbe rientrare tra le regole di vita del diabetico».

Il sistema si compone di due elementi. Il software Ecres (Exercise carbohydrates requirement estimating system), che valuta l’equilibrio glicemico del paziente e, implementato su web, comunica via sms con l’interessato. E un piccolo dispositivo elettronico, denominato Creid (Carbohydrate requirement estimating instrument for diabetics), che, indossato dal diabetico durante l’attività fisica, gli segnala il rischio di ipoglicemia.

In particolare, il software Ecres, prima dell’inizio dell’attività fisica e durante, stima la quantità di carboidrati che il diabetico deve assumere per prevenire l’insorgenza di sbilanci glicemici. Il dispositivo Creid, progettato in collaborazione con un gruppo di ingegneri dell’Università di Trieste, grazie al software monitora il paziente durante l’attività fisica valutando in diretta il rischio di ipo/iperglicemia. Indossato assieme a una fascia per rilevare la frequenza cardiaca, individua durante l’attività il momento in cui il paziente è a rischio e lo avvisa tramite un segnale (acustico, visivo o tattile). Creid quindi, oltre a stimare il fabbisogno di carboidrati da assumere aggiorna in tempo reale il consumo di glucosio in base all’andamento dell’attività.

Il medico curante o diabetologo inserisce nel sistema i dati della terapia e della dieta del paziente e, nel caso del software via web, abilita l’accesso tramite sms. Il paziente può così consultare on line i propri dati ed effettuare la stima, prima dell’esercizio, della quantità di carboidrati necessari per prevenire l’ipoglicemia. Via sms il paziente può quindi trasmettere al sistema le informazioni necessarie prima dell’esercizio per ottenere poi, sempre tramite sms, la stima del fabbisogno di carboidrati per evitare squilibri glicemici.

Il diabete di tipo 1 è una patologia autoimmune nella quale le cellule del pancreas che producono l’insulina vengono distrutte. Insorge frequentemente nell’infanzia. Il paziente, per mantenere nella norma i valori glicemici, dipende da iniezioni quotidiane di insulina. L’identificazione delle relazioni tra dose di insulina e quantità e distribuzione dei carboidrati della dieta ha nettamente migliorato la terapia e quindi la qualità della vita del paziente. Il rapporto fra insulina e carboidrati, tuttavia, si modifica profondamente quando si effettua un esercizio fisico poiché compromette il bilancio glicemico del paziente.

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