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26 ottobre 2011

Uniurb: approvato nuovo statuto

Il Senato Accademico di oggi, 26 ottobre, ha dato il via libera definitivo al nuovo Statuto dell’Università di Urbino, che ora verrà trasmesso al Ministero per l’approvazione definitiva.

Per il rettore Stefano Pivato “è la felice conclusione di un iter che ho voluto fosse partecipato da tutte le componenti dell’ateneo ma anche del territorio e coronato dall’assemblea pubblica del 6 ottobre scorso. Anche a causa di ciò la Commissione per la Revisione dello Statuto ha dovuto svolgere un lavoro complesso e oneroso ma riuscendo a tradurvi al meglio i principi ispiratori di snellezza, partecipazione, rappresentatività e trasparenza. Ora l’Ateneo è pronto per proseguire sulla via del rilancio, confermato del resto da ulteriori dati positivi sulle immatricolazioni, a oggi in aumento del 18%. A tutti va il mio personale grazie.”

Il ringraziamento per la Commissione è unanime.
Vincenzo Fano, Delegato rettorale al coordinamento didattica e ricerca, ne sottolinea il difficile contesto di riferimento: “pur nei vincoli assai problematici dettati dalla Legge 240/2010, l’Università ha saputo fare il meglio per dotarsi di uno strumento che le consentirà di svilupparsi ulteriormente in futuro”.
Per Marco Cioppi, rappresentante dei ricercatori in Cda, “lo Statuto risponde ai criteri auspicati di agilità e facilità di lettura, ed è un buon inizio per il futuro dell’Ateneo. Un grazie particolare ai rappresentanti dei ricercatori in Commissione, Raffella Sarti e Giovanni Piccoli per avere garantito il ruolo dei ricercatori negli organi accademici”.

Carmela Nicoletti, membro del Senato Accademico in rappresentanza del personale tecnico e amministrativo ringrazia i colleghi Daniela Garulli e Domenico Campogiani “per aver dato il giusto risalto al ruolo del personale” da loro rappresentato.

La componente studentesca si esprime per voce del suo rappresentante in Senato Simone Fabbrocile: “Ringrazio Stefano Paternò e Mauro Vecchietti per il lavoro svolto in commissione. Ora ci auguriamo che il Ministero suggelli senza osservazioni il nuovo Statuto.”

Stefano Tassone

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