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8 novembre 2011

Accordo tra Confindustria e Crui

Lunedì 7 novembre 2011 è stato firmato un accordo da parte di Confindustria e la CRUI (Conferenza dei rettori delle università italiana) con il duplice scopo di agevolare l’inserimento nel mondo del lavoro dei neo – laureati italiani e di fornire le aziende nostrane di un personale sempre più altamente qualificat

Otto sono i punti fondamentali, tra i quali è opportuno segnalare innanzitutto la necessità di accrescere il numero di iscritti alle facoltà tecniche – scientifiche, i cui laureati avranno sempre più opportunità di trovare una collocazione nel proprio ambito di competenza.

Per portare a termine tale obiettivo, si punterà sull’incremento e sulla standardizzazione degli stage formativi a cui accedere in seguito al conseguimento del titolo di laurea triennale, così da abbassare l’età di ingresso nel campo occupazionale.
A tal proposito il Presidente di Assolombarda e della Commissione, Alberto Meomartini, afferma che “Vanno promossi progetti che puntano a creare collaborazione stabili tra università e imprese. A Milano lo stiamo facendo da tempo.”

In una nota dell’accordo, che dimostra l’intenzione di una sempre più stretta collaborazione tra ente universitario e polo industriale per aumentare l’appetibilità dei nostri laureati anche a livello internazionale, si precisa che si attuerà una “campagna di promozione a livello territoriale per responsabilizzare le imprese sulla qualità dello stage”.

Ciò implica che nel progetto, viene inserita anche l’autorità della Regione, la quale dovrà provvedere a più presto a sostenere con tutti i propri mezzi il nuovo binomio Università – impresa che si sta venendo a creare, binomio che sarà garante del futuro dell’Italia.

Altre misure varate durante l’incontro tenutosi nella sede di Assolombarda a Milano, riguardano il raggiungimento di un livello della la ricerca e dello sviluppo tale da poter competere con le altre realtà europee non solo per evitare l’ormai diffusa fuga dei cervelli, ma anche per attrarre nella Penisola studiosi provenienti dall’estero.
Infatti si provvederà a rendere più prestigiosa l’università italiana per studenti e docenti stranieri, raffinando i processi di reclutamento del personale.

L’unica preoccupazione che potrebbe sorgere in merito all’attuazione di tale procedura è la quasi inevitabile conseguenza di una progressiva privatizzazione delle Università, che, nonostante in teoria mantengano il loro statuto pubblico, in pratica, con una sempre più fitta collaborazione con imprese private, finirebbero con l’essere inevitabilmente condizionate da queste ultime nei campi più disparati quali la scelta delle materie o l’organigramma.

Una preoccupazione che era già stata avvertita da un “profeta” del secolo scorso: Friedrich Nietzsche in Sull’avvenire delle nostre scuole già denuncia la strumentalizzazione della cultura.

Giuseppina Iervolino

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