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28 novembre 2011

Accordo tra le Università italiane e brasiliane

Il 24 novembre 2011, durante un seminario tenutosi presso l’Ambasciata del Brasile a Roma e inerente la collaborazione nell’ambito dello studio universitario e della ricerca tra Brasile ed Italia, è stato sottoscritto un accordo che sancisce un programma di cooperazione tra i due Paesi e che potrebbe portare all’arrivo, nella nostra Penisola, di circa seimila studenti e ricercatori provenienti dal Brasile entro il 2014.

L’intesa è stata firmata tra il presidente del Coordinamento di Perfezionamento del Personale di Livello Universitario (CAPES) Jorge Guimarães, il presidente del Consiglio Nazionale di Sviluppo Scientifico e Tecnologico (CNPq) Glaucius Oliva e le principali Università e le istituzioni di ricerca italiane.

Uno degli obiettivi è quello di includere anche le più prestigiose Università italiane all’interno del progetto “Scienza senza Frontiere”, lanciato dal Presidente del Brasile Dilma Rousseff.
Il Governo brasiliano, infatti ha l’intenzione di stanziare i fondi per settantacinque mila borse destinate a studenti e ricercatori per concedere loro l’opportunità di lavorare in centri di eccellenza all’estero, con l’evidente scopo di incentivare il progresso universitario e la ricerca del Paese sudamericano.

Al seminario ha preso parte, insieme all’Ambasciatore del Brasile in Italia José Viegas Filho e ai rettori e dirigenti delle principali Università coinvolte, anche il Ministro Francesco Profumo che così ha commentato l’inserimento dell’Italia in questa iniziativa “L’Italia è ben felice di poter partecipare a questo esperimento che porterà benefici per tutti, creando un ponte tra Italia e Brasile del quale potranno beneficiare non solo gli studenti e i ricercatori, ma anche le tante imprese dei due Paesi”.

L’Ambasciatore José Viegas Filho ha sottolineato l’importanza di tale trattato che risulterà vantaggioso non solo per “i sistemi universitari brasiliano e italiano”, ma anche per “le comunità imprenditoriali”, che avranno la possibilità di registrare “avanzamenti generati nel campo dell’innovazione”; ed infine anche per “le istanze governative”, alle quali sarà data “l’occasione di lavorare insieme nell’ambito di un progetto all’altezza dell’amicizia storica che unisce le società brasiliana e italiana”.

Un progetto, insomma, impegnativo ma allo stesso tempo utile che consentirà agli studenti italiani di venire a contatto con una realtà geograficamente lontana, ma che potrebbe rivelarsi ideologicamente molto vicina, in un mondo in cui l’interculturalità è alla base del progresso.

Giuseppina Iervolino

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