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10 novembre 2011

Bilinguismo: rapidità nel prendere decisioni

Essere bilingue dalla nascita comporta meno sforzi per il cervello e maggiore rapidità nel prendere decisioni.

Lo rivela uno studio recente pubblicato sulla rivista “Cerebral Cortex“, condotto dai ricercatori dell’Università Vita-Salute in collaborazione con l’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele e le Università di Hong Kong, Londra e Barcellona.

La ricerca è stata condotta su due gruppi di persone, il primo proveniente dall’Alto Adige, quindi bilingue dall’infanzia, il secondo, invece, monolingue. Gli scienziati hanno sottoposto entrambi i gruppi a particolari compiti cognitivi, misurando le attività cerebrali attraverso due tecniche avanzate di neuroimaging: risonanza magnetica funzionale per misurare l’attività cerebrale e voxel-based morphometry per misurare la densità della materia grigia nel cervello.

I risultati dello studio hanno dunque dimostrato che il gruppo dei bilingui ha più materia grigia nel cingolo anteriore del cervello, cioè nella parte fondamentale per monitorare le nostre decisioni.

Grazie a questo studio” esordisce il prof. Jubin Abutalebi, docente di neuropsicologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele “abbiamo evidenziato l’esistenza di una correlazione positiva tra la performance dei bilingui nella risoluzione di conflitti cognitivi e lo spessore della materia grigia nel cingolo anteriore. Ciò dimostra che il bilinguismo ha degli effetti diretti sullo sviluppo del cervello“.

Secondo la ricerca, dunque, il cervello dei bilingui si sviluppa durante la crescita in modo da risultare più efficiente: infatti, essi sono in grado di agire più rapidamente, pur sfruttando al minimo le risorse del cervello.

L’origine di questo vantaggio, secondo gli studiosi, è data proprio dalla conoscenza di due lingue diverse: fin dall’infanzia, infatti, i bilingui devono imparare a distinguere i due idiomi ed evitare di mescolarli.

Dall’età di 3 anni circa, i bambini imparano a distinguere le due lingue, utilizzando le stesse strutture neurali impiegate nel prendere decisioni velocemente. Per tale motivo i bilingue utilizzano maggiormente quell’area sin da piccoli, ottenendo due vantaggi: maggiore sviluppo del cingolo anteriore e minore utilizzo dell’area in questione, ciò vuol dire minore sforzo.

La tesi del San Raffaele termina con un’affermazione: “Imparare più di una lingua, il più precocemente possibile, conferisce un vantaggio anche in termini di capacità che con il linguaggio non sono direttamente connesse“.

Bianca Crivelli

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