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4 novembre 2011

Cinquefrondi (RC) La provincia sovvenziona scavi archeologici

Torneranno alla luce grazie a degli scavi a Cinquefrondi, comune del reggino, dei beni preziosi calabresi come una villa romana e una chiesa di epoca imperiale, entrambe testimonianza delle bellezze artistiche del nostro paese.

Il progetto di queste ricerche archeologiche è stato condiviso dalla Soprintendenza dei Beni Archeologici, dalla Provincia di Reggio Calabria e dall’Università della Calabria.

Alcuni studenti e laureati in archeologia prenderanno parte ai lavori di recupero e saranno sovvenzionati direttamente dalla provincia reggina, per uno stage che porterà alla luce un monastero e una villa e che potrebbe far diventare un domani il fazzoletto di terreno di Contrada Mafalda un campus di interesse archeologico internazionale.

La soprintendente Maria Teresa Iannello ha definito il progetto ”un campo di collaborazione didattica, dove gli studenti affronteranno un’esperienza lavorativa nuova e una formazione direttamente sul campo.

Promuoveremo – ha aggiunto – incontri e convegni per fare capire loro che anche sotto gli ulivi e la terra che coltivano c’e’ un mondo di storia e archeologia importante per la nostra formazione e il nostro futuro”.

Anche la cittadinanza di Cinquefrondi che conosce bene quel territorio sarà impegnata nel progetto che metterà al centro dell’interesse archelogico nazionale le bellezze storiche della comunità di Cinquefrondi.

Infatti nella conferenza stampa di giovedì 3 novembre, Marta Teressa Iannello alla presenza dell’assessore alla cultura Edoardo Lamberti Castronuovo, del consigliere Giuseppe Longo e del sindaco del comune aspromontano Marco Cascarano ha sostenuto che il progetto è
un patrimonio che può dare il via a scoperte che potrebbero cambiare la storia della nostra regione e dobbiamo sottolineare che quello che ci rende più felici è che finalmente le istituzioni abbiano agito sinergicamente per favorire la ricerca di questi tesori’’.

Durante la conferenza stampa è intervenuto l’archeologo Scuteri facendo luce sui ritrovamento e sulle zone archeologiche pulite l’ultima volta nel 2001, aggiungendo che la villa romana di contrada Mafalda, di eta’ imperiale forse è stata “riutilizzata nell’epoca dell’alto medioevo, con edifici di culto cristiano“.

Nel convento di San Filippo, invece, si completeranno i rilievi per recuperare quest’importante area. E’ stato concordato intanto un accordo con il Nucleo Tutela patrimonio culturale dei carabinieri di Cosenza per preparare una mostra in cui saranno presenti le opere d’arte confiscate alla criminalità organizzata.

Danilo Ruberto

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