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21 novembre 2011

Cosenza: convegno internazionale di studio sul “Valdismo mediterraneo”

Il dipartimento di Storia dell’Università della Calabria, in collaborazione con la fondazione CARICAL (Cassa di risparmio di Calabria e Lucania), l’assessorato alla cultura della Regione Calabria e l’assessorato alla cultura e alle minoranze linguistiche della Provincia di Cosenza ha organizzato il “3° Convegno Internazionale di studio sul Valdismo Mediterraneo”, la confessione protestante fondata nel XII secolo da Valdo di Lione.

Il convegno, che si svolgerà il 25 e il 26 novembre, si occuperà della storia moderna dei valdesi tra Piemonte e Mezzogiorno d’Italia.

La prima parte dell’evento si terrà presso il Salone degli Specchi del palazzo che ospita la sede della Provincia di Cosenza.

I lavori della conferenza cominceranno dopo i saluti del rettore dell’Unical, prof. Giovanni Latorre, del preside della facoltà di Lettere e Filosofia, prof. Raffaele Perrelli, degli assessori alla cultura della Provincia e della Regione e del presidente della Fondazione CARICAL, prof. Mario Bozzo.

La prima sessione, intitolata “Dal Piemonte alla Calabria”, si svolgerà sotto la presidenza del prof. Adriano Prosperi (uno dei più importanti storici italiani nell’ambito della ricerca sui movimenti ereticali dell’Italia in età moderna).

Interverranno il prof. Luciano Allegra (ordinario di Storia Moderna presso l’Università di Torino), che parlerà de “La porosità dei confini sociali. Il caso dei Valdesi delle valli piemontesi”, la prof.ssa Renata Ciaccio (docente di Storia Moderna all’Unical) che esporrà i rapporti tra valdesi e feudalità in Calabria, e il prof. Vincenzo Lavenia (facoltà di Scienze Politiche presso l’Università degli studi di Macerata), il cui intervento si intitolerà “Un inquisitore e i valdesi di Calabria: Valerio Malvicini”.

Nel pomeriggio della stessa giornata relatori e pubblico si sposteranno nell’aula “University Club” dell’ateneo cosentino: questa seconda sessione, dal titolo “Il Mezzogiorno d’Italia: un territorio polimorfico” sarà presieduta dalla prof.ssa Marta Petrusewicz (docente presso la facoltà di scienze economiche e sociali dell’Unical).

Aprirà questa seconda parte del convegno il prof. Cesare Colafemmina (uno dei più importanti studiosi nazionali di ebraismo e di storia dei primi secoli cristiani in Italia Meridionale) che parlerà di “Ebrei, neofiti, giudaizzanti a Montalto nella prima età moderna”.

Seguiranno poi gli interventi del prof. Attilio Vaccaro (docente di Storia della Calabria medievale presso l’Università della Calabria), che concentrerà il dibattito sull’identità religiosa degli italo-greci e degli italo-albanesi, del prof. Mauro Minervino (antropologo, giornalista e scrittore calabrese), che parlerà della Calabria al tempo dell’”Ancien Régime”, e del dr. Francesco Samà (storico dell’arte e soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici delle province di Cosenza, Catanzaro e Crotone), il quale illustrerà la storia del convento dei Padri Domenicani di Guardia Piemontese (borgo calabrese fondato proprio da una comunità di valdesi).

La terza e ultima sessione si intitolerà “I valdesi italiani come problema storico e storiografico”. Sotto la presidenza del prof. Nuccio Ordine (ordinario di Letteratura Italiana a Cosenza) si potrà assistere agli interventi del prof. Pietro De Leo (titolare della cattedra di Storia Medievale presso l’Unical), che si concentrerà su “Il Santo Ufficio dell’Amabile”, del prof. Alfonso Tortora (facoltà di Scienze Politiche dell’Unisa), che parlerà del quasi mancante dibattito storiografico sull’argomento, del prof. Lothar Vogel (docente di Storia del Cristianesimo alla facoltà valdese di Teologia di Roma), il cui intervento si intitolerà “I valdesi di Calabria nella storiografia valdese seicentesca: un’analisi dal punto di vista delle forme”, e del prof. Albert De Lange (importante teologo di fama continentale), che chiuderà i lavori con un interessante percorso sull’eco delle stragi valdesi nel mondo anglofono nel XV secolo.

Il Valdismo è stato probabilmente uno dei movimenti “ereticali” più importanti della storia medievale e moderna. Scomunicati già nel 1184 da papa Lucio III, dovettero affrontare fin dagli albori della loro storia, quando Valdo di Lione era ancora in vita, scismi interni e violente persecuzioni. Ciononostante la Chiesa Cattolica non riuscì a reprimere del tutto il movimento valdese, che è sopravvissuto fino ad oggi, diventando una confessione religiosa diffusa in Italia e in molti altri paesi e molto apprezzata dai laici per il suo essere a favore della completa laicità dello stato e per aver favorito sempre il dibattito su importanti temi bioetici, dimostrandosi ad esempio a favore della ricerca sulle cellule staminali.

Alberto De Luca

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