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2 novembre 2011

Rapporto tra docenti e studenti: consigli a scuola e all’università

Rapporto tra docenti e studenti
Rapporto tra docenti e studenti

Rapporto tra docenti e studenti

I docenti hanno un ruolo rilevante nella crescita e nell’educazione dei giovani, non solo a livello di istruzione, ma anche come maestri di vita: ecco il rapporto tra Docenti e Studenti.

Dopo la famiglia, la scuola e l’università sono i luoghi in cui i ragazzi passano la maggior parte del loro tempo ed è evidente che gli insegnanti vestano in parte i panni dei genitori.

Il modo con cui si sviluppa la relazione di autorità tra docente e discente influisce sulla natura dell’apprendimento e sul grado di fiducia del discente nella propria capacità di fare per conto proprio.

Thomas Gordon, psicologo clinico, ha rivolto la sua attenzione alla relazione insegnante-alunno. Egli ritiene che “…ancora più importante di ciò che si sta insegnando è il modo in cui l’insegnamento viene impartito”. Ciò sottolinea l’importanza del lavoro svolto da parte del docente,.

Parliamo di un rapporto che deve trasformare se stesso nel rapporto con gli allievi, responsabilizzarli e considerarli come persone che stanno crescendo.

E’ riduttivo e semplicistico focalizzarsi solo sulle problematiche legate alle discipline. E’ più opportuno, invece, mettersi in gioco come insegnante, impostando una relazione d’ascolto imparziale, così che la scuola/università si trasformi in un contenitore, all’interno del quale i ragazzi possano avere punti di riferimento e creare legami e relazioni con insegnanti e compagni.

Rapporto tra docenti e studenti: consigli per la scuola e per l’Università, cosa fare e perchè

Il rapporto interpersonale, oltre a configurarsi come insegnamento efficace, può garantire all’insegnante la conquista della fiducia da parte dei ragazzi. Fidarsi del docente significa poter avere un punto di riferimento non solo per la conoscenza, ma anche per i problemi della propria esistenza. In molti casi significa riconciliarsi con l’autorità abbandonando atteggiamenti esibizionistici o di sfida; in altri casi può servire a chiarire dubbi su decisioni esistenziali da prendere.

In questo passaggio dal ruolo alla persona dell’insegnante possono essere tenuti presenti alcuni obiettivi utili da raggiungere:

  • a) fare in modo di essere, agli occhi dei ragazzi, sempre disponibili e insieme autorevoli;
  • b) proporsi come persone sempre accoglienti e non giudicanti o critici;
  • c) rendersi disponibili all’ascolto, concordando sempre un modo e un tempo per accogliere le richieste dei propri allievi;
  • d) proporsi di valorizzare le risorse di ogni allievo e non solo di sottolinearne i difetti;
  • e) ricercare sempre, assieme all’allievo in difficoltà, una possibilità di recupero e una via d’uscita di fronte ad un problema difficile o ad una situazione apparentemente fallimentare.

I messaggi utili per un buon rapporto tra docenti e studenti

Anche i messaggi emozionali che il linguaggio veicola sono di grande rilevanza sia per aiutare sia per scoraggiare.

Questo comporta la necessità che l’insegnante sia sempre consapevole della natura dei messaggi – espliciti e sotterranei – che manda ai suoi allievi. Potrebbe ad esempio verificare se, in una giornata, nel suo linguaggio le critiche superano gli elogi, e viceversa.

Nella vita scolastica/universitaria ci sono, inoltre, alcuni momenti critici per i rapporti tra insegnanti e allievi che meritano attenzione, come la correzione degli elaborati che risultano insufficienti o gli esami. Questi sono i momenti in cui è più facile incorrere in errori facendo ricorso a comportamenti autoritari, che rivelano solo la paura e l’ impotenza dell’insegnante, con il rischio di ferire lo studente. Per aiutare un allievo a migliorare è necessario, invece, allearsi con la sua persona anche quando lo si critica, in modo da trovare un’intesa e un’alleanza per giungere a fargli adottare nuove decisioni. Questo vale particolarmente per la correzione dei compiti dove l’espressione “tu sei…” con l’aggiunta di una definizione o di un giudizio negativo, può essere sostituito dalla modalità più corretta e rispettosa: “il tuo compito oggi è…”.

Questi esempi indicano la necessità del dialogo corretto come problema costante da tenere presente all’interno di un rapporto positivo tra docenti e studenti. Nessuno può essere perfetto, nemmeno i docenti. Ciò che tuttavia si può chiedere riguarda sia la consapevolezza del loro modo di relazionarsi, sia l’ impegno nel migliorare una competenza relazionale e affettiva fondamentale per la credibilità delle loro parole e del loro insegnamento.

Ilaria Corleto

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