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Il fenomeno mafioso e l’educazione alla legalità

Redazione Controcampus 22 Novembre 2011
R. C.
12/06/2021

Esaltare il valore della collettività e dell'educazione alla legalità, stimolare le nuove generazioni ad un' ampia riflessione sul fenomeno mafioso, sulla sua struttura e pervasività nel sistema sociale.

Sotto questa chiave di lettura può essere vista la volontà di presentare, lo scorso 19 Novembre presso i locali della Biblioteca comunale di Petilia Policastro, il libro- indagine “Come gli studenti vedono la mafia“, redatto dalla dottoressa Francesca della Ratta Rinaldi, ricercatrice Istat.

Il lavoro della dottoressa si è basato sulla raccolta di dati statistici , presso le scuole del Lazio e della Toscana. L’obiettivo è di ricostruire il fenomeno mafioso, attraverso la percezione che ne hanno fornito i ragazzi. Una ricerca attraverso la quale, oltre all’analisi sociale del fenomeno, si intende favorire la creazione di strumenti adeguati per combattere la mafia.

Iniziativa che si inserisce nel quadro delle attività promosse dal Liceo scientifico “Raffaele Lombardi Satriani” di Petilia Policastro (Kr), rivolte ai giovani e incentrate sull’educazione alla legalità.

Ad aprire la giornata il professor Luigi Concio, vice preside del liceo, in rappresentanza delle autorità scolastiche. Il docente, dopo i saluti istituzionali di rito, ha insistito sulla valenza dell’evento evidenziandone il valore educativo ” L’iniziativa ci rende particolarmente orgogliosi perché offre la possibilità all’istituto di dare un valido contributo sulla strada verso la creazione di un coscienza collettiva che orienti i giovani nel processo di formazione e fa maturare in essi valori orientati alla legalità

A seguire l’ intervento del professore Giovanni Ierardi, docente di Flosofia e Storia presso il liceo cittadino e tra gli organizzatori dell’evento.

L’intervento proposto dal docente, si è soffermato sulla valenza educativa e pedagogica dell’ iniziativa sottolineandone l’alto valore culturale e civile, nell’ambito del processo di crescita delle nuove generazioni.

In particolare, ha evidenziato come sia determinante per combattere il fenomeno mafioso, costruire una società orientata ai valori del bene comune, in cui l’interesse generale prevalga sugli interessi egoistici. E’ necessario inoltre, secondo Ierardi rafforzare il legame con la propria terra, trasmettendo il senso di appartenenza alla comunità e valorizzando il ruolo della memoria storica

Un processo definito fondamentale e imprescindibile per costruire una nuova idea di collettività che rimetta al centro il valore della condivisione, dell’amore per la propria terra e dell’ educazione civica.

Nel prosieguo dell’intervento, il professore, ha messo in evidenza il ruolo della partecipazione alla vita pubblica e ha evidenziato il senso e l’importanza del concetto di cittadinanza attiva attraverso cui, ha detto IerardiSi sostanzia e prende forma la democrazia, antitesi del sistema mafioso incentrato invece, sulla segretezza, sull’imposizione, sulla dittatura delle parole e dei gesti ” “Una democrazia che oggi ” ha continuato ” Mostra forti segnali di debolezza e, laddove lo stato e il sistema democratico sono deboli e assenti, la mafia mette solide radici nella realtà sociale“.

Il recupero dei valori incentrati sulla collettività e sul bene comune, devono servire a mettere in moto un processo di ricostruzione del paese che oggi è vittima ” Dell’arroganza, della corruzione e della volgarità linguistica” espressa in vari settori della società e dalla classe politica che ha diretto il paese negli ultimi anni.
Occorre, ha concluso, uno scatto d’orgoglio degli italiani per riappropriarsi del proprio destino: quello di un grande popolo, perché è necessario che “L’Italia si desti dal sonno e dal torpore e riconquisti la dignità e la grandezza che l’hanno caratterizzata nel tempo“.

Presente all’iniziativa, l’autrice del libro, la quale si è soffermata sulla spiegazione tecnica e metodologica adottata nel condurre la ricerca e ne ha sottolineato il valore sociale. “La ricerca intende analizzare -ha dichiarato la dottoressa Rinaldiil fenomeno mafioso, collocato in un contesto sociale più ampio per individuare strategie adeguate a combattere il fenomeno mafioso

La ricerca, ha spiegato, poggia su due assi portanti dal punto di vista metodologico: la somministrazione di un questionario strutturato e la narrazione libera da parte degli studenti, di un episodio avente come tema la mafia. La narrazione libera ha consentito di esplorare le immagini e le eventuali mitologie con cui gli studenti si rappresentano le mafie.

Il questionario invece è orientato all’analisi del fenomeno mafioso e sopratutto, è volto attraverso precise domande, a comprendere il modo in cui i giovani si rapportano alla mafia:come la considerano, quanto conoscano il fenomeno, quali mezzi considerano utili per combatterla. Dai risultati della ricerca sono emersi dati interessanti

Anzitutto è emerso che il fenomeno mafioso in Toscana e nel Lazio è conosciuto da larga parte dei giovani, che lo considerano. tra l’altro, un fenomeno nazionale e quindi non soltanto legato alle realtà del Sud Italia.

È emerso che il fenomeno è maggiormente conosciuto negli istituti scolastici dove si è maggiormente promossa l’azione educativa alla legalità.

L’autrice, si è soffermata su un aspetto centrale dell’indagine attraverso cui è stato evidenziato, che i media hanno un ruolo determinante nella formazione dell’immaginario giovanile, rispetto al fenomeno mafioso e difatti, molti di essi conoscono il fenomeno, attraverso alcune fiction che hanno tratteggiato i profili di personalità di spicco del mondo criminale mafioso e della lotta alla mafia.

La fiction, dunque, secondo la dottoressa RinaldiHa una funzione chiave, ma spesso esalta alcune personalità negative, ed è per questo che occorre un lavoro capillare di educazione giovanile che parta dalle scuole e coinvolga le famiglie

I ragazzi, hanno mostrato anche di conoscere le dinamiche attraverso cui si esplicita la presenza della mafia sul territorio.

E’ stato chiesto loro inoltre, quali strumenti siano necessari per combattere la mafia. La maggior parte ha sottolineato che occorre maggiore presenza dello stato , rispetto delle regole ed educazione civica.

È emersa dall’indagine, una profonda sfiducia verso la politica, vissuta dai giovani con distacco e sopratutto considerata come l’ istituzione maggiormente coinvolta nel sistema di corruzione e connivenza con il fenomeno mafioso.

Sono intervenuti anche Ortensia Luchetta, la quale ,a nome dei genitori dell’istituto, ha ringraziato gli organizzatori dell’iniziativa intesa, come utile a rafforzare il legame tra scuola e famiglia fondamentale nel processo di crescita dei ragazzi, e il presidente della consulta studentesca del liceo Davide Marrazzo.

La giornata si è chiusa con gli interventi di un gruppo di ragazzi del’ istituto che hanno posto stimolanti e acute domande all’autrice del libro.

A far da colonna sonora all’evento la banda musicale di Roccabernarda “L. Da Vinci”, diretta dal maestro Franco Castagnino e composta da giovani ragazzi, che ha eseguito l’Inno d’Italia e alcuni brani del repertorio popolare napoletano.

Vincenzo Amone

© Riproduzione Riservata
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Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto