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3 novembre 2011

La nascita di un amore comporta la perdita di un amico

Un proverbio siciliano recita “si voi perdiri n’amicu, maritalu o fallu zitu”, che sta a significare “se vuoi perdere un amico, aspetta che si sposi o che si fidanzi”. A tutti sarà capitato, almeno una volta, di vedere un proprio amico allontanarsi per periodi più o meno lunghi e concomitanti alla nascita di una sua storia d’amore. Ad altri sarà capitato di ritrovarsi nella stessa situazione di quell’amico, allontanandosi una volta trovato l’amore.

La tesi riassunta nel proverbio siciliano ha sfondato i confini della saggezza popolare e raggiunto il mondo accademico. Nella fattispecie, l’Università Bicocca di Milano.

Il professore di Antropologia evolutiva dell’Università di Oxford, Robin Dundar, durante una lezione tenuta di recente nell’Ateneo meneghino, ha spiegato che, quando nasce una storia d’amore, si indebolisce sempre, fino a scomparire, il rapporto precedentemente instaurato con almeno un amico ed un parente. Mentre i parenti sono più inclini a recuperare, in un secondo momento, il rapporto affettivo, gli amici sono soliti porre la parola fine alla propria relazione a causa della nascita di una storia d’amore.

Il professore Robin Dundar è lo stesso studioso che in passato dichiarò che il nostro cervello è capace di gestire un massimo di centocinquanta relazioni e di cinque amicizie intime. “Poi – spiega Dundar – c’è un nucleo un po’ più largo di quindici persone, con cui si ha una relazione importante ma meno intensa. Centocinquanta è il numero limite che ci permette di essere altruisti e provare un senso di obbligazione verso gli altri. Ecco anche perché ai matrimoni è comune che si invitino 150 persone”.

Di certo è difficile stabilire leggi certe e dai confini netti riguardo alle relazioni umane, in quanto si tratta di rapporti profondamente mutevoli e che difficilmente riescono ad essere definiti con precisione, ma l’apporto teorico del professore inglese non può che apparire interessante.

Alessio Testa

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