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29 novembre 2011

La natura chiede aiuto: noi stiamo facendo il possibile per aiutarla?

Stavros Dimas, Commissario per l’Ambiente della Commissione europea ha dichiarato: ” stiamo formattando il disco fisso della natura senza nemmeno sapere quali dati contenga”.

L’Osservatorio regionale per la Biodiversità, il Paesaggio rurale e la Progettazione Sostenibile in collaborazione con il Dipartimento di scienze Economico-Estimative e degli Alimenti dell’Università degli Studi di Perugia, organizza la Conferenza Internazionale “The economic value of bidiversity ” che si terrà il 30 novembre 2011 presso Villa Fabri, Trevi (PG).

Il mondo odierno non si rende conto che la diversità biologica costituisce la ricchezza naturale della Terra e fornisce le basi per la vita e la prosperità di tutta l’umanità, e la sua distruzione comporta oltre a danni economici, il degrado degli ecosistemi, e il danneggiamento irreparabile del nostro pianeta.
Stiamo rapidamente consumando le risorse naturali, e dal dopoguerra in poi la crescita economica si è rivelata insostenibile per la natura e i suoi ecosistemi.

Sebbene la maggioranza delle imprese consideri l’ambiente ancora come un “optional”, bisognerebbe imparare a integrare la biodiversità all’interno dei piani aziendali dell’imprenditoria privata; ciò risulterebbe vantaggioso sia per le imprese, che per la nostra qualità della vita, come suggerito dalla Convenzione sulla Diversità Biologica (CDB) nel 1992, nata con l’obiettivo di fornire le basi concettuali per collegare l’economia ed ecologia e postulare un teorema del rapporto fra i servizi degli ecosistemi e la biodiversità.

L’articolo 14 della CDB avverte di evitare programmi e politiche, suscettibili di avere gravi effetti sull’equilibrio ambientale.

A tal proposito, The Economics of ecosystems and Biodiversity (TEEB), vuole proporre una sorta di “modello business”, completo e convincente per la conservazione della biodiversità, col fine di far comprendere l’importanza dei servizi offerti dalla natura, perché ci si è resi conto che dalla mancanza di valutazione e dall’inazione, consegue il degrado dell’ambiente.

Nell’ottobre del 2010, durante la Conferenza delle parti della CDB, sono stati relazionati cinque testi, e di essi quattro destinati a politici, amministratori, imprese e cittadini, che ponevano l’accento sull’urgenza di migliorare la conoscenza della dimensione sociale ed economica del “palazzo ”della biodiversità, poiché ogni città o comune ha bisogno della natura, e trattarla male non porta alcun beneficio, ma molti disastri.

Il convegno farà il punto della situazione, a livello internazionale per quanto concerne sia gli aspetti metodologici, sia quelli operativi della valutazione della biodiversità, esemplificando quali sono i legami fra gli strumenti utili alla conservazione della biodiversità e il rispetto di questa risorsa.

Esso, inoltre, vuole contribuire a fornire gli strumenti necessari per permetterci di creare un rigido e robusto quadro prospettico – metodologico che coadiuvi i decisori, a livelli diversi, nel fare analisi economica dei servigi eco sistemici e della biodiversità.

Lucia Celenta

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