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29 novembre 2011

L’Accademia delle Scienze di Bologna celebra Laura Bassi

  È stata una bolognese la prima docente universitaria italiana. Non solo, Laura Bassi è stata la prima donna ad intraprendere una carriera scientifica nell’Europa del Settecento.

L’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna, nell’ambito delle celebrazioni per il terzo centenario della sua nascita (1711-2011) ha deciso di dedicarle un ciclo di incontri che terminerà lunedì 12 dicembre.

Chi era Laura Bassi? Una donna moderna, che conciliava, in un’epoca remota, studi, famiglia, lavoro, ambizioni. Una donna coltissima che discettava in latino e in francese di matematica e filosofia. Diceva di lei uno dei suoi estimatori: la signora Laura è un mostro in filosofia. Ella parla così latino, come io fò bolognese e più presto ancora e meglio. Tra i suoi illustri sostenitori c’erano anche l’autorevole Prospero Lambertini che divenne poi Papa Benedetto XIV e il filosofo Voltaire. Tutti concordi sul fatto ch’ella fosse meraviglia e decoro della patria, giovane di così raro ingegno.

Nominata socia onoraria dell’Accademia delle Scienze, vi discusse una tesi di laurea sull’acqua nella cattedra di filosofia naturale diventando dottoressa, poi professoressa: le fu assegnato un lettorato ed in seguito l’incarico di insegnare fisica sperimentale, avendo come assistente il marito,il medico Giuseppe Veratti, da cui ebbe cinque figli. Grande divulgatrice di dottrina, altresì sperimentalista tecnica, dato che eseguì numerosi esperimenti ispirati alle teorie newtoniane, attrezzando nella propria casa e a proprie spese un laboratorio per studiare il fenomeno della comprimibilità dell’aria; gabinetto che divenne anche un noto luogo di incontri e dibattiti frequentato da ospiti locali e da forestieri di passaggio. Importante fu anche il fervido contatto epistolare con importanti scienziati: da Lazzaro Spallanzani ad Alessandro Volta, senza dimenticare che fu maestra di Galvani.

La memoria della filosofessa di Bologna è viva nel cuore della città che da mesi, in varie sedi dislocate, ha colto l’occasione per lodare e raccontare la figura e le vicende di un’illustre concittadina.

Ha iniziato la Galleria Saraceni allestendo un percorso espositivo che collocasse il genio di Laura Bassi nel contesto socio-culturale dell’epoca in cui visse, sottolineando i riverberi della sua opera in ambito pubblico: il Settecento fu chiamato il secolo delle donne per la nuova visibilità e influenza culturale che le donne dei ceti privilegiati seppero conquistare grazie a inediti costumi. Il tema dell’istruzione femminile divenne oggetto di grande discussione che percorse tutto il secolo, soprattutto in Italia. E Bologna fu l’unica città dell’Europa del XVIII secolo dove alcune donne ebbero la possibilità di ottenere lauree e incarichi di insegnamento nell’università. Questo attestano i reperti del patrimonio museale. La mostra è stata completata da una scultura in carta che rappresenta Laura Bassi, installazione appositamente ideata dalla scenografa Claudia Botta e realizzata da Valentina Carcupino.

Anche la Cineteca di Bologna ha dato il suo contributo, infatti, al Cinema Lumière è stato proiettato il docufilm Laura Bassi, una vita straordinaria: una pellicola biografica, una ricostruzione reale (trailer) che disegna e vuole celebrare una donna perseverante, con una grande predisposizione ad imparare ed altrettanta ad insegnare. Una combattente instancabile pronta a tutto per poter esercitare la sua vocazione. Con queste parole la regista Enza Negroni (intervista) fa festa al valore umano della pioniera della fisica.

In cosa l’esempio di Laura Bassi è stato straordinario e pionieristico?
Una donna, e ad oggi una mirabile rappresentazione femminile, che insegna il significato ed il valore di lavorare radicalmente. L’autoimprenditorialità e l’autogestione di Laura Bassi non sono tanto entusiasmanti per il fatto di essere stata infine ammessa nel circuito convenzionale della trasmissione del sapere, quanto per il merito di aver continuato a lavorare sul piano simbolico scommettendo sul proprio amore per la conoscenza, dando senso alla sua opera ed orientandola a prescindere dai luoghi in cui storicamente c’è potere, così iscrivendosi nella realtà, potentemente. Laura Bassi ha costruito, coltivato ed indicato un luogo dove agire propriamente un’adesione efficace al desiderio, alla ricerca del proprio agio (Annarosa Buttarelli).

Un faro per noi giovani che, in cerca di mezzi per sostenerci, siamo spinti ad inventarci un lavoro quasi su misura, a creare la nostra propria impresa e a governarla, senza istruzioni.

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Laura Testoni

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