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11 novembre 2011

L’Aquila: l’università che non c’è ancora del tutto

Sono trascorsi tre anni circa, dal terremoto che ha colpito L’Aquila (e non solo) nel 2009, ma le conseguenze si fanno ancora sentire, e con forza, a dispetto di quanto vogliono farci credere. È vero che molto è stato ricostruito, ma non tutto.

Nel caso dell’Università degli studi dell’Aquila, “la vita universitaria” è ripresa ma non senza numerose difficoltà e lacune. La lentezza dei lavori di ristrutturazione di talune strutture, la cui messa in sicurezza potrebbe migliorare l’offerta di alloggi, dimostra quanto ci sia ancora da lavorare e ricostruire. Il problema è tornato in auge con la pubblicazione delle graduatorie per l’assegnazione dei posti letto presso la Caserma Campomizzi, che copre la domanda di soli 221 studenti, un numero assolutamente insufficiente, rispetto alle richieste degli studenti.

Le traversie della popolazione universitaria aquilana non finiscono qui: le associazioni hanno chiesto lo stanziamento dei fondi per le borse di studio e la totale copertura per l’anno corrente, ma anche quelle dello scorso anno, non ancora corrisposte. In risposta a ciò, Francesco D’Ascanio il presidente dell’Azienda per il diritto agli studi universitari dell’Aquila (Adsu) ha dichiarato: ”

Nonostante le ristrettezze di bilancio che l’Università’ dell’Aquila e la Regione stanno attraversando, le borse di studio saranno garantite a tutti, senza eccezioni. Per soddisfare tutti gli idonei e i beneficiari delle borse di studio per l’anno accademico 2010-2011, occorrono ancora 1 milione 200 mila euro che l’Azienda potrà reperire tra gli avanzi di amministrazione, che ne assicurano la disponibilità, attraverso una specifica variazione di bilancio che è stata già predisposta”.

D’Ascanio ha spiegato che il provvedimento sarà sottoposto all’attenzione del nuovo Cda, e certamente approvato. La“variazione” dovrebbe permettere di corrispondere cinquecentomila euro sui due milioni complessivi, pattuiti con il dipartimento di Protezione Civile Nazionale e con tutti i donatori che hanno contribuito alla realizzazione di alcuni siti del centro polifunzionale nella zona industriale di Pile, messi a disposizione dei poli universitari, presso l’ex Optimes e l’ex Reiss Romoli.

Gli studenti aquilani si auspicano che le autorità competenti rispondano ai loro numerosi appelli, poiché i giovani studenti si sono rivelati una grande risorsa per la città dell’Aquila, ed è dalla cultura, dall’istruzione di questi ultimi che si può, anzi si deve ripartire per ricostruire L’Università aquilana, e un po’ l’Italia tutta.

Lucia Celenta

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