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24 novembre 2011

LE DONNE E I MEDIA: NIENTE CERVELLO!

Il 25 novembre, presso la facoltà di Filosofia, Lettere e Scienze Umanistiche studi orientali (Piazza Odeon) dell’Università La Sapienza di Roma , si terrà il convegno dal titolo “Donne e media”.

Saranno trattati temi attuali come non mai: il modello femminile celebrato dai mezzi di comunicazione (pubblicità, televisione, riviste) che esaltano e pongono l’accento sull’aspetto fisico a discapito delle capacità intellettuali e delle competenze delle donne.

L’intenzione è di elevare il ruolo delle donne che seguiamo per lo più in televisione, per rendere un’immagine diversa e mostrare il loro peso sociale e culturale nel nostro paese.

Prenderanno parte alla conferenza Lucia Visca, presidente e coordinatrice nazionale del Comitato per le pari opportunità della Federazione nazionale della stampa, Giovanna Cosenza, blogger e docente di Semiotica dei nuovi media presso l’Università di Bologna, Loredana Lipperini, giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica, Antonella Beccaria, giornalista, scrittrice e redattrice di Lsdi, e Natascha Fioretti, giornalista e responsabile del coordinamento pari opportunità dell’associazione Pulitzer e della sezione italiana dell’European Journalism Observatory.

Nel 2009 Lorella Zanardo aveva già affrontato l’argomento, in maniera risoluta e incisiva suscitando clamore, imbarazzo, con un documentario realizzato con Cesare Cantù e Marco Malfi Chindemini, dal titolo, “Il corpo delle donne” col quale fa notare l’esigenza di uscire dallo stereotipo della donna “bambolina” per dare una nuova definizione di donna che non sia vista come oggetto di piacere, priva di cervello e interessi, ma che lavora e ha obiettivi e traguardi da raggiungere.

Lucia Visca così come Lorella Zanardo vuole invitarci a riflettere per meglio cogliere ciò che sta accadendo nel nostro paese, per avere un punto di vista alternativo, mettendoci in guardia rispetto a quanto ci stanno “propinando”.
Oramai da venticinque è questo il tipo di televisione cui siamo abituati.

La tv ha creato dei modelli, ha educato (o meglio dis-educato) e proposto modus vivendi “leggeri”, che hanno fatto presa nel “cuore ”del pubblico, soprattutto per la carenza di proposte alternative.

In un’intervista rilasciata poco dopo l’uscita del libro di Lorella Zanardo, “Il corpo delle donne” (tratto dal suo documentario), la scrittrice dichiarò: “Si è sottovalutato il potere della televisione, ignorandone le conseguenze e lasciando gestire con chiari fini commerciali – di cui il corpo delle donne è stato strumento principale – il più potente mezzo di comunicazione in Italia.”

Il compito dell’Università, e da questa volontà nasce la conferenza”Donne e media”, è quello di proporre quei modelli alternativi che i media non sanno o non vogliono proporre.

L’assuefazione estetica che attanaglia la nostra epoca può svanire solo con gli esempi positivi di donne colte, belle ma anche intelligenti, che fuggono dal ciarpame vergognoso, che avvolge le nostre istituzioni, la nostra politica, mostrando che non sono le veline o le adolescenti che stringono amicizie con un pappone senza pudore, che fanno carriera nelle aziende, nella politica, ma le donne istruite, con sani principi e competenza.

Come recita un vecchio adagio: ”Una sola noce nel sacco, non fa rumore”, quindi mi auguro che non solo l’Università La sapienza si occupi dell’argomento, ma che ‘istruzione in generale, cambi rotta e dia il buon esempio.


Lucia Celenta

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