• Google+
  • Commenta
15 novembre 2011

L’epidurale: un lusso per poche future mamme!

In Italia il parto è quasi ovunque sinonimo di dolore: solo il 16% delle strutture sanitarie italiane, infatti, è in grado di offrire alla partoriente l’anestesia epidurale, e anche nella ridotta percentuale di ospedali che prevedono questa modalità, l’epidurale non è sempre disponibile, soprattutto se il parto avviene di notte o nel fine settimana. Tutto ciò è quanto emerso da un incontro sul parto indolore organizzato da Fidapa (Federazine italiana donne arti professionali affari).

Ovviamente è giusto scegliere in piena autonomia se praticare durante il parto l’anestesia epidurale oppure no, però sarebbe giusto che ogni ospedale potesse garantire alle donne la possibilità di scegliere. Ed invece in Italia viviamo una situazione di arretratezza in questo, a dispetto del numero di donne sempre crescente che ne fa richiesta ogni giorno.

Sono poche infatti le regioni italiane nelle quali questo servizio è garantito con maggiore capillarità, mentre tutti dovremmo ricordare che esiste un Decreto del Consiglio dei Ministri che sancisce il diritto delle donne al parto in analgesia epidurale. Tale decreto da un lato va nella direzione di riallineare l’Italia agli altri Paesi europei nella gestione del dolore delle donne partorienti; dall’altro lato si propone di riportare il nostro Paese all’interno del corretto standard di ricorso al parto con taglio cesareo.

Per chi non fosse pratico della materia, ricordiamo che questa tecnica anestesiologica determina un’analgesia parziale del corpo, permettendo alla gestante di mantenere uno stato di coscienza vigile ed una respirazione spontanea. La somministrazione di farmaci oppiacei avviene nello spazio epidurale della colonna vertebrale.

L’infusione è permessa da un sottile sondino, posizionato grazie alla puntura di un ago in sede lombare. La tecnica determina un blocco epidurale continuo, con effetto sedante sulle terminazioni nervose che si originano dal midollo spinale. Rispetto all’anestesia generale classica, la quantità di farmaci utilizzata è notevolmente ridotta.

Giampaolo Felli

Google+
© Riproduzione Riservata