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5 novembre 2011

Quanto era stato accertato è stato smentito: ecco chi è l’Homo Sapiens oggi

Quanto era stato accertato è stato smentito: ecco chi è l'Homo Sapiens oggi
Quanto era stato accertato è stato smentito: ecco chi è l'Homo Sapiens oggi

Quanto era stato accertato è stato smentito: ecco chi è l’Homo Sapiens oggi

Quanto era stato accertato è stato smentito: ecco chi è l’Homo Sapiens oggi.

Forse bisognerà riscrevere la storia secondo uno studio effettuato da un gruppo di ricerca internazionale, i cui esiti, pubblicati sulla rivista Nature, sono frutto anche del dipartimento di Scienze ambientali G. Sarfatti dell’Università di Siena.

La specie a cui apparteniamo, l’Homo Sapiens, potrebbe essere piu’ vecchio di alcuni millenni secondo quanto pubblicato sulla rivista. Sarebbe dunque arrivato in Europa molto prima di quanto insegnano i libri di storia.

A far riscrivere forse le pagine dei libri sarebbe la scoperta fatta presso una cavità preistorica della Puglia, dove i ricercatori del Department of Anthropology dell’Università di Vienna hanno rinvenuto ed analizzato due denti decidui nella Grotta del Cavallo.

Ma fino ad oggi, dalla scoperta della dentatura avvenuta nel 1964 da Arturo Palma di Cesnola, professore emerito dell’Università di Siena, quei due denti erano stati collocati nel periodo appartenuto all’uomo di Neanderthal, anche se la strada dell’incertezza fu lasciata aperta.

La scienza è obbligata a interrogarsi su se stessa e a mettersi in discussione. In questo caso grazie alle moderne tecnologie, diverse da 50 anni fà, Stefano Benazzi, ricercatore all’Università di Vienna, è riuscito a datare l’età dell’uomo, più di 44 mila anni fa.

Si sapeva della scoperta di tre denti decidui appartenuti a individui di tipo neandertaliano – ha delineato Vittorio Marras del Gruppo speleologico neritino – e cioè un secondo molare deciduo inferiore sinistro, associato a industria musteriana; un primo molare deciduo superiore sinistro.

Infine un secondo molare deciduo superiore destro. Gli ultimi due, associati a industrie uluzziane, rappresentano l’unica prova in Italia della sopravvivenza degli ultimi neandertaliani con industrie post-musteriane”.

Da quanto è emerso sembra che l’uomo di Neanderthal e Sapiens abbiano condiviso lo stesso territorio, in particolare nel Salento, e più specificatamente abbiano convissuto più di quanto era stato accertato fino ad oggi.

Si tratta di una scoperta importante – ha spiegato la professoressa Ronchitelliche apporta elementi di novità che permettono di meglio comprendere le modalità di diffusione dei primi uomini moderni e il cosiddetto periodo di transizione tra il loro arrivo in Europa e la scomparsa dei neandertaliani.

Le nuove datazioni – conclude – fanno dei due denti del Cavallo i più antichi reperti di uomo moderno europeo finora conosciuti. Tale scoperta conferma la coesistenza di neandertaliani e uomini moderni sul continente per un periodo più lungo di quanto si supponesse precedentemente”.

Danilo Ruberto

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