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7 novembre 2011

L’Udu denuncia “A Parma oltre 1700 studenti senza borsa di studio”

I tagli all’ Università, ma forse anche una politica universitaria locale poco attenta alle esigenze degli studenti, stanno generando una situazione paradossale e intollerabile.

La popolazione studentesca, infatti, sta perdendo alcuni diritti fondamentali che fino a poco tempo fa erano considerati inalienabili.Tra le ultime problematiche, a tal proposito, spicca la mancata erogazione delle borse di studio a studenti meritevoli e con redditi bassi.

Un fenomeno che si sta espandendo a macchia d’olio e attraversa trasversalmente l’Italia da Nord a Sud.

Ultimo caso a riguardo, in ordine di tempo è quello relativo all’Università di Parma.Dall’ateneo emiliano l’udu lancia l’allarme. Secondo il sindacato studentesco oltre 1700 persone aventi diritto rischiano di non poter usufruire della borsa di studio.

Nel comunicato,che l’Udu ha scritto per denunciare quanto sta accadendo a Parma, i ragazzi del sindacato studentesco mettono in luce, numeri alla mano, la situazione che si è venuta a creare e scrivono:

Il 28 ottobre è stata pubblicata la graduatoria provvisoria degli aventi diritto alla borsa di studio per l anno 2011/2012. Scorrendo la graduatoria è stato evidenziata una discrepanza tra il numero di borse garantite previste dal bando di concorso e il numero degli studenti richiedenti, che sono risultati idonei. Il bando er-go prevede l’erogazione di 1291 borse di studio per gli iscritti all’università di Parma, gli idonei risultano essere 2816. Ci sono quindi 1725 studenti risultanti idonei che rischiano di non usufruire della borsa che gli spetterebbe di diritto“.

L’Udu attacca l’ente regionale per il diritto allo studio “L’unione degli universitari– si legge nel comunicato- si ritrova per l’ennesima volta a dover analizzare con preoccupazione l’operato dell’azienda regionale er-go per il diritto allo studio” e ancora “Il silenzio di er-go su questi numeri è estremamente preoccupante“.

L’Udu chiede, sopratutto, risposte immediate a riguardo per evitare che gli studenti vengano privati di un diritto sacrosanto e per consentire sopratutto agli studenti meritevoli e meno abbienti di poter continuare a studiare. Inoltre, si dichiara disponibile ad accogliere la richiesta di ricorso di chi è risultato non idoneo aiutandolo ad espletare le pratiche.

Vincenzo Amone

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