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14 novembre 2011

Non ci sono più le vespe di una volta!

Le vespe non sono più le stesse. Non stiamo parlando dei fortunati scooter made in Italy che di anno in anno mutano, pur mantenendo lo stesso fascino, di forma e caratteristiche, ma degli insetti da cui prendono il nome.

Queste solitamente sono insetti molto attivi e prolifici, ma in alcuni casi appaiono molto più pigre del normale e tendono a lasciare le colonie regolate da solide strutture gerarchiche in cui sono solite vivere per riunirsi in gruppi di dimensioni inferiori.

Al Dipartimento di Biologia Evoluzionistica dell’Università di Firenze si conduce una ricerca sulle vespe avviata oltre 50 anni fa. La ricerca dei biologi dell’Ateneo toscano si concentra in particolare sulle vespe polistes dominulus, dette cartonaie perché scavano i propri nidi sul legno, masticandolo e trasformandolo in una specie di cartone.

I ricercatori del Dipartimento hanno scoperto che la pigrizia che sta assalendo queste vespe è dovuta ad un parassita, il cui nome scientifico è Xenos vesparum. La scoperta degli studiosi è stata diffusa dalla rivista scientifica Animal Behaivour.

La direttrice del gruppo di ricerca, Laura Beani, ha spiegato che questo parassita potrebbe rivelarsi utile all’uomo. “Ci stiamo ora domandando – ha dichiarato la ricercatrice – se questo parassita così specializzato possa svolgere un qualche ruolo nel controllo delle popolazioni di vespe, a volte troppo ‘antropofile’ e invadenti e se le nostre osservazioni forniscano spunti per nuovi strumenti di lotta biologica”.

Alessio Testa

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