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25 novembre 2011

Politecnico di Bari: la mostra sulle alluvioni a Bari

E’ solo un caso, ma è di grande attualità. “Le alluvioni a Bari” è un documento di grande interesse storico-scientifico. E’ una mostra, soprattutto fotografica, organizzata dal Politecnico di Bari, con la cooperazione della Provincia di Bari e la collaborazione dell’Archivio di Stato, di collezionisti privati e studi fotografici.

La manifestazione, realizzata dal Dipartimento di Ingegneria delle Acque e di Chimica del Politecnico, racconta, attraverso le immagini, i documenti, le mappe e disegni, le vicende che hanno visto il capoluogo pugliese tragicamente protagonista. Non solo. Ancorché di carattere storico e culturale, la manifestazione ha anche un indubbio valore tecnico, come momento di riflessione sulle tematiche relative al drenaggio urbano sostenibile, in tutte le sue diverse sfaccettature, che vanno dagli aspetti della progettazione a quelli della manutenzione e gestione delle opere idrauliche.

Ma perché le alluvioni a Bari? E quando? A queste domande la mostra cerca di dare risposte con il rigore della documentazione. Altre, proprie di altri territori, tristemente raccontate dalla cronaca di questi giorni, si possono dedurre da considerazioni indirette.

L’iniziativa, prende per mano il visitatore è lo conduce, con l’ausilio, soprattutto delle immagini, a conoscere e capire luoghi spesso familiari, ma poco conosciuti, e/o a meglio intuire uno spaccato di vita del secolo scorso.

Ed ecco le lame, avvallamenti naturali, dove scorrono le acque occasionalmente. Lama Balice, nei pressi dell’aeroporto Bari-Palese. Lama Lamasinata, fra le più importanti che sfocia vicino alla spiaggia di S. Francesco-S. Cataldo, dove è ancora visibile il cosiddetto “canalone”. Lama Gambetta, Lama Villa Lamberti, Lama Picone, Lama Lamasinata, quest’ultime le più importanti di Bari. E poi, Lama Fitta, Lama Valenzano, Lama S. Marco, Lama S. Giorgio, Lama Giotta.
Attraverso le lame si comprende il sistema idrico naturale del deflusso delle acque. Esse infatti, diventano veri e propri fiumi in occasione di forti precipitazioni e consentono la sicurezza del territorio.

Diverse sono le alluvioni che hanno colpito la città di Bari. Alcune targhe sparse per le vie cittadine danno testimonianza delle più recenti, ossia quelle del 1905, 1915, 1926.

La prima testimonianza che attesta un alluvione a Bari risale al 1550. Più di recente, è quella che si registrò nella notte del 27 settembre 1827. Del disastro si leggono notizie dettagliate nel manoscritto inedito di Rocco Luigi Pietrocola da Valenzano, descrivendo i fatti dei quali fu testimone oculare. “Tutto ebbe inizio con la pioggia torrenziale, che convogliò verso Loseto e Bitritto e poi in direzione di Bari, l’acqua caduta sui rilievi di Altamura, Cassano, Santeramo e dintorni sradicando alberi, abbattendo case, devastando campi, travolgendo bestiame e mietendo vittime umane”.
Ampiamente documentate sono quelle del secolo scorso, mentre, di particolare attualità è l’ultima, in ordine cronologico: quella del 2005.

Bari come si ricordò fu colpita da un’alluvione per le piogge cadute nella notte tra il 22 e il 23 ottobre 2005. L’evento provocò 6 morti e decine di feriti e due incidenti ferroviari: a Cassano Murge e fra Acquaviva delle Fonti e Sannicandro di Bari.

La mostra è stata allestita presso il Colonnato del Palazzo della Provincia di Bari e rimarrà aperta fino a lunedì, 28 novembre 2011, secondo i seguenti orari: 9:00-19:00 nei giorni feriali e prefestivi e 9:00-13:00, domenica.

Con questa manifestazione gli enti organizzatori intendono rendere un omaggio alla cittadinanza di Bari, grazie al notevole contributo dei vari collezionisti e dell’Archivio di Stato, nella consapevolezza che ogni futuro si costruisce sulla base delle conoscenze degli eventi storici.

Giuseppe De Lauri

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