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20 novembre 2011

Sapienza: inaugurazione dell’anno accademico con Dante

“(…) Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” (Dante, Inferno, canto XXVI).

La Sapienza inaugura l’anno accademico proponendo l’antico monito dantesco, pronunciato nell’Inferno dall’eroe che è per antonomasia affascinato dall’ignoto, da ciò che non conosce eppure è conoscibile, Ulisse (che sembra essere un leitmotiv della Sapienza quest’anno).

Invito alla conoscenza socraticamente parlando, sapere di non sapere e non fermarsi mai facilmente alla falsa ed egoistica apparenza della conoscenza totale, in un mondo in continuo cambiamento.

L’anno accademico 2011-2012 meritava un’inaugurazione che riconducesse alle radici della lingua, della cultura e della storia italiana, nel 150° anniversario dell’Unità nazionale.

Venerdì 25 novembre, alle ore 11.00, presso l’Aula Magna del Rettorato, il rettore Luigi Frati aprirà l’inaugurazione con l’intervento: “Università: andare oltre la crisi“. Crisi economica, pochi fondi alla cultura, alle Università; crisi dei valori, reiteratamente ricordata e concretamente mai affrontata; crisi della conoscenza in sé, passata in secondo piano rispetto al nutrimento materiale.
Parola crisi magistralmente associata ad oltre: necessità di valicare i limiti e riappropriarsi di ciò che, come Dante e Ulisse insegnano, è condizione di sopravvivenza oltre la mediocrità e uno stato primitivo, inteso come, sempre citando Dante, brutalità.

A seguire interverranno il rappresentante degli studenti, Paolo Puccini, e Romina Caronna, rappresentante del personale tecnico-amministrativo.
Durante la cerimonia, Theatron – Teatro antico alla Sapienza, in collaborazione con MuSa, fiore all’occhiello dell’Università e prezioso contributo artistico, presenterà una selezione di letture da Dante Alighieri dal titolo “Fatti non foste a viver come bruti“, per porre all’attenzione degli ascoltatori proprio il ruolo della ricerca personale e nazionale e della conoscenza nell’ambito più generale dello sviluppo dell’Italia, pur nelle attuali difficoltà.

Sarà esposto, in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Mario Sironi, il bozzetto restaurato dell’affresco “L’Italia fra le arti e la scienza“.

Che il nuovo anno accademico cominci, e che sia all’insegna sì di moniti passati e sempre attuali, ma anche di nuove scoperte e nuove proposte e iniziative, nella speranza che sia data davvero la possibilità, ai giovani che amano la conoscenza, di esprimersi in ogni ambito e spazio vitale, e che la parola oltre possa avere un significato pragmatico, oltre che retorico.

Chiara Bonome

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