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30 novembre 2011

Sapienza, PoliMi e Cnr insieme per la “porta logica” del computer quantistico

Ancora una volta il tricolore può sventolare alto nei cieli della ricerca, infatti è stata brevettata la porta logica del computer quantistico, che utilizzerà i fotoni (quindi la luce) al posto degli elettroni.

Il progetto è stato finanziato dal MIUR e dal progetto europeo Quasar e ha visto la collaborazione di un gruppo di ricerca proveniente dall’Università di Roma Sapienza, dal Politecnico di Milano e dall’Istituto di fotonica e nanotecnologie del CNR.

L’idea è stata proprio quella di sostituire la luce agli elettroni, da qui è partita la costruzione di un chip di vetro, già ribattezzato Cnot , su cui è stato inciso (attraverso un laser) il circuito integrato che pilota i fotoni attraverso la luce polarizzata.

Finora si lavorava con specchi e altri elementi convenzionali” – spiega Paolo Mataloni, professore di ottica quantistica all’Università La Sapienza – “adesso il nuovo dispositivo miniaturizzato consente risultati prima inimmaginabili e permette di utilizzare l’informazione contenuta nel fotone sfruttando appunto la polarizzazione dello stesso fotone”.

L’importanza della scoperta risiede tutta nel trasferimento di una maggiore quantità di informazioni in “qu-bit”, elemento basico di un computer quantistico ordinario.
I nuovi computer quantistici ottici renderanno, così, drasticamente obsoleti quelli utilizzati fino ad oggi.

I dettagli della scoperta già stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Communications.

Irene Cassaniti

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