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Scrivanie d’oro e bocche cucite alla Sapienza

Redazione Controcampus 23 Novembre 2011
R. C.
18/06/2021

"Con oltre 700 anni di storia e 143mila studenti, la Sapienza è la prima università in Europa.


Un proclama fiero e solerte che campeggia sulle pagine del sito della Sapienza Università di Roma.

Settecento anni di storia e di contraddizioni, ma anche di proteste e di rivoluzioni che hanno portato il primo ateneo romano ad essere classificato come ribelle, “rosso” scrive addirittura Libero.

Una ribellione cieca, a tratti falsa, dominata dalle circostanze, dai problemi nazionali e di risonanza mediatica. Una ribellione che in questi anni è diventata scenografica, fredda, scaduta ormai nella normalità.

“Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città” è lo slogan utilizzato da studenti medi e universitari da molti anni, l’hanno cantato intere generazioni, a cominciare dalla mia. E se ci bloccano il presente? Stiamo zitti e mosca, mettiamo la coda fra le gambe e soccombiamo al comandato, d’altronde noi siamo impotenti, “tutti vogliono la rivoluzione, ma in piazza ci trovi quattro persone” canta un rapper emergente della scena underground romana. Ed è così, purtroppo.

Capita, in quel di Piazzale Aldo Moro, che qualcuno, in barba alla crisi, ai tagli e a tutte le belle storielle dell’Italia contemporanea, decida di far ristrutturare una auletta consiliare nel palazzo del Rettorato. E fin qui niente di male.

Capita anche che per la ristrutturazione di quell’auletta si spendano 3 milioni e 689 mila euro, senza alcun bando di gara per l’assegnazione dei lavori, utilizzando alcuni stratagemmi che dal momento dell’appalto al momento della consegna dei lavori (arco di tempo di circa 3 anni), hanno fatto lievitare la somma come un panettone in forno (per rimanere in tema pre-Natalizio).

Che dire, tanti complimenti per il gusto, un pò spavaldo forse, nella scelta degli arredamenti e delle attrezzature: una cattedra-scrivania da ben 48 mila euro, arredi di lusso, pavimento di un marmo pregiato unico al mondo nel suo genere, impianto di diffusione sonora di ultima generazione, tanto hi-tech e tanto benessere per quella che è solo l’auletta consiliare del direttore amministrativo.

Sicuramente non ha saputo apprezzarne il valore estetico la magistratura, che sta indagando nei confronti di sette persone, tra impiegati e tecnici, che potrebbero finire presto sotto processo. Anche perchè oltre ai materiali si è sperperato molto anche sugli onorari, anche essi con cifre a più zeri.

Dunque aulette d’oro e bocche cucite.

Per bocche cucite stiamo parlando di quelle della radio di Ateneo che, come è ormai noto, non solo ha cessato tutte le attività, ma è anche caduta nel dimenticatoio pubblico, ovvero sia istituzionale che studentesco.

In effetti sembra che nonostante gli appelli di molti personaggi di spicco del mondo dello spettacolo, da Fiorello a Pino Scotto, e la risonanza mediatica data alla notizia da quotidiani nazionali, il tutto sia stato soffocato in breve tempo nel nulla. Nessuno di quei studenti “ribelli” di cui a volte la webradio stessa è stata accusata di esserne portavoce ha mosso un dito. Nessuno nei piani alti di Sapienza, Comune, Regione, Rai, ha teso una mano. Addirittura le altre webradio (che, diciamocelo chiaro e tondo, molto spesso hanno visto con invidia Radio Sapienza e ne hanno desiderato la testa sul vassoio d’argento) hanno reagito con sufficienza o addirittura indifferenza.

Le trasmissioni restano ferme, la formazione degli studenti che vi prestavano attività (in forma completamente gratuita) è andata a farsi benedire, la struttura che accoglieva gli studi è chiusa ad accumulare quintali di polvere, i progetti di collaborazione a livello nazionale (ad esempio la partecipazione al network di RadUni e la collaborazione con l’emittente in FM m2o) sospesi a tempo indeterminato, ma attenzione: sul sito della Sapienza c’è ancora una pagina di descrizione delle attività della radio di Ateneo. Dunque la Sapienza si vanta di qualcosa che, allo stato attuale non ha più, e se non lo ha più lo deve solo ed esclusivamente a se stessa.

E’ stato più volte affrontato il discorso economico, secondo il quale per effetto dei tagli dei finanziamenti alle Università le spese di mantenimento di una web radio sarebbero insostenibili per l’Ateneo. In passato è stato già spiegato da diverse parti che in realtà, data l’esigua somma (2mila euro per farla grossa), la giustificazione addotta era molto poco convincente, ma per non stare qui a far chiacchiere bisogna affidarsi a documenti ufficiali, come i Bilanci di Ateneo.

E così è facile rendersi conto che tra l’altro non c’è mai stata nessuna voce di spesa collegata o collegabile direttamente alla gestione, manutenzione o mantenimento di Radio Sapienza, probabilmente ricompresa, come ovvio che sia, sotto i vari laboratori universitari.

Ma il Bilancio di Ateneo ci fornisce anche molti ulteriori spunti di riflessione. Senza addentrarci troppo nell’analisi delle varie voci, altrimenti spunterebbe fuori che nel 2011 si sono già spesi quasi 342mila euro per la pubblicità, quando la radio di Ateneo era uno dei canali di comunicazione e promozione di eccellenza ed era a costo zero, passiamo invece ad analizzare subito i totali, anche perchè come diceva il buon Totò “è la somma che fa il totale” e dunque fornisce immediatamente senza troppi giri di parole uno sguardo d’insieme alla situazione.

Da quanto emerge dall’analisi del bilancio, la condizione economica dell’Ateneo romano non è in effetti così florida, nel bilancio di previsione consoldiato del 2011 emerge che le uscite sono di fatto superiori alle entrate (ma anche qui, su molte voci si potrebbe risparmiare efficacemente) e per naturale conseguenza l’avanzo di amministrazione presunto a fine 2011 sarà inferiore a quello del 2010. Ma attenzione, non ci sono assolutamente le condizioni per parlare di condizione deficitaria, soprattutto se analizzata nel contesto di piccole spese, della portata del migliaio di euro. Infatti nelle casse dell’Università si prevede comunuque un avanzo in positivo di 228.386.070,66 euro. Milioni di euro, mica bruscolini. Caro Rettore, e in tutto questo due mila euro per la radio della tua ben amata Sapienza non ci possono uscire?

Mirko Carnevale

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto