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11 novembre 2011

Un “dito bionico” per leggere i testi antichi

A Torino, presso la Biblioteca Solari dell’Università cittadina, è stato realizzato un prezioso strumento per lo studio di testi antichi.

Si tratta di un “dito bionico” in grado di leggere i testi antichi e digitalizzarli senza che ci sia bisogno di toccare materialmente i libri e correre il rischio di rovinarne la carta. Il macchinario funziona come una sorta di scanner. effettua la fotografia dei testi e attraverso un complesso sistema di digitalizzazione li trasforma in files leggibili da un pc e poi grazie ad una memoria di 15 terabytes, ne immagazzina le informazioni rendendole facilmente fruibili.

Informazioni che una volta incamerate rendono possibile la ricerca sul contenuto, che si può effettuare per dati del volume (titolo, autore, editore, data di pubblicazione) e per termini contenuti nel testo.il macchinario è già in funzione ed entro il 2013 digitalizzerà oltre 5000 volumi.

“Un’opportunità di ricerca di enorme valore – ha sottolineato Viviana Mandrile,direttrice della biblioteca Solari – applicabile nei settori più diversi, storico, scientifico, demografico e urbanistico”

La creazione dello strumento rientra nel progetto realizzato dal consorzio Bess (Biblioteca elettronica di scienze sociali), che coinvolge 17 biblioteche del Piemonte, ed è stato realizzato grazie al contributo della Compagnia San Paolo.

Vincenzo Amone

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