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6 novembre 2011

Una laurea per diventare coach

Coach, da oggi, si diventa studiando. Grazie alla convenzione siglata fra Global Professional Tennis Coach Association e la Scuola Superiore di Psicologia dello Sport-IP&MP di Roma in sinergia con la Newport Research University di Palm Beach, è nata la prima laurea triennale in ‘coaching’.

L’iscrizione al corso segue una sorta di protocollo virtuale: la preparazione degli studenti avverrà in forma personalizzata e svincolata dall’obbligo di frequentare necessariamente una classe. Le lezioni on-line saranno integrate da seminari teorico-pratici.

Tutto ciò sarà possibile, si legge nella lettera che Alberto Castellani, presidente di Gptca, ha inviato a tutti gli associati “in forza del trattato di amicizia tra Italia e Stati Uniti con il quale la Newport Research University è legittimata ad operare in Italia a favore di studenti italiani: ciò, al momento – scrive il presidente – non comporta ancora l’equipollenza o il mutuo riconoscimento dei titoli conseguiti nei due stati, bensì il diritto dei cittadini di conseguirli e fregiarsene. L’ammissione dello studente – prosegue -, la relativa immatricolazione, il livello di studio in cui viene inserito e le relative rette sono strettamente in funzione della valutazione del portfolio crediti presentato dal singolo candidato all’Universita“.

Una strada, quella percorsa da Gptca, ancora in costruzione che in futuro consentirà, scrive ancora Castellanidi formare un professionista, il Coach dello Sport, capace di utilizzare le competenze acquisite e di applicare le metodologie più idonee per gestire e programmare scientificamente fuori e dentro il campo, un atleta o una squadra per il raggiungimento della migliore prestazione; offrire le conoscenze relative ai meccanismi mentali alla base di ogni performance – ma anche, continua – utilizzare le potenzialità dello sport nel processo di integrazione e socializzazione delle fasce sociali a rischio di emarginazione come immigrati, Rom, detenuti e tossicodipendenti“.

Un proposta di percorso formativo a 360 gradi “per consentire ai laureati – conclude Castellani – “di collaborare alla preparazione mentale di atleti o squadre giovanili, partecipare al reinserimento sociale e alla riabilitazione di soggetti portatori di disabilità e favorire e supportare la formazione in ambito scolastico e sportivo“.

Per ulteriori informazioni scuolasuppsicosport@libero.it.

Claudio Capanni

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