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24 novembre 2011

Università di Genova: è arrivata l’influenza anche in Italia!

Il virus dell’influenza, già isolato in diversi Paesi europei, è arrivato anche in Italia. Lo hanno isolato lo scorso venerdì gli esperti dell’università di Genova, capitanati da Giancarlo Icardi, ordinario della Facoltà di Medicina. Si tratta del ceppo AH3N2, il cosiddetto “Perth-like”, un virus largamente atteso, che fa parte di quelli inseriti nel vaccino e che è stato isolato in un uomo di 46 anni.

L’influenza costituisce un rilevante problema di sanità pubblica a causa della sua contagiosità e per le possibili complicanze che possono seguire alla malattia, specie in persone già affette da patologie croniche. Ogni anno determina elevati costi a carico della comunità, sia in termini di spesa sanitaria (farmaceutica e ospedaliera) che di costi sociali, per le assenze dal lavoro per cure proprie e dei familiari. Il ricorso all’ospedalizzazione per il trattamento di forme influenzali, anche non complicate, in persone anziane comporta serie ripercussioni sulla ricettività dei reparti ospedalieri con possibili disfunzioni operative.

I virus dell’influenza tendono a presentare ogni anno variazioni e proprio per questo si determina ogni anno l’epidemia influenzale nel mondo. La variazione del corredo antigenico virale, infatti, provoca nuove infezioni che colpiscono anche coloro che hanno subito una infezione o che sono stati vaccinati l’anno precedente. Per questo motivo è necessario vaccinarsi tutti gli anni per proteggersi dalla nuova infezione. La vaccinazione rimane il mezzo migliore, in termini di costo-efficacia e costo-beneficio, per prevenire l’influenza.

Ma chi è che dovrebbe vaccinarsi? La vaccinazione contro l’influenza nei gruppi a rischio è un’attività di prevenzione di provata efficacia: l’obiettivo è ridurre diffusione, gravità e letalità delle epidemie stagionali. Gruppo prioritario per la vaccinazione antinfluenzale sono i soggetti anziani, insieme alle persone, di ogni età, con malattie croniche respiratorie, cardiache o renali o con sistema immunitario indebolito. Anche per questo, è stata inserita nel Piano nazionale della prevenzione.

Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali raccomanda perciò di vaccinare almeno il 75% delle persone che fanno parte delle categorie a rischio: le più numerose sono appunto le persone di 65 anni o più e bambini e adulti con patologie croniche. Le campagne antinfluenzali, promosse in Italia e organizzate dalle Aziende Sanitarie Locali – ASL, vedono la collaborazione dei medici di medicina generale e delle strutture sanitarie di ricovero e cura; hanno portato ad una indubbia sensibilizzazione, cosicché l’adesione alla campagna vaccinale è ormai consolidata, specie tra la popolazione anziana.

Giampaolo Felli

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