• Google+
  • Commenta
18 dicembre 2011

Bielorussia: l’Unione degli Studenti Europei contro il regime

L’Unione degli Studenti Europei ha chiesto di non ammettere la Bielorussia nello Spazio Europeo di Istruzione Superiore (EHEA)Lo scorso 30 novembre, la Bielorussia ha presentato la propria candidatura per entrare a far parte dello Spazio Europeo di Istruzione Superiore (EHEA), meccanismo creato nel 2010 per realizzare una migliore integrazione dei diversi sistemi europei di istruzione superiore. La decisione sull’ammissione della Bielorussia sarà presa dai ministri dell’Istruzione dell’EHEA, che si riuniranno il prossimo aprile a Bucarest, Romania.

Allo stesso tempo, però, l’Unione degli Studenti Europei (ESU) ha formalmente chiesto che la Bielorussia sia esclusa da qualsiasi progetto di integrazione universitaria, a seguito della palese mancanza di libertà accademica nel Paese. Allan Päll, presidente dell’ESU, la scorsa settimana ha ricordato come nel dicembre 2010 circa 600 attivisti, tra cui studenti e giovani, furono sottoposti a processo a seguito delle proteste contro la rielezione di Alexander Lukashenko a presidente della Bielorussia. I manifestanti, inoltre, subirono le violenze della polizia e 20 studenti furono espulsi dalle Università.

La dura repressione delle proteste provocò, nel 2010, una reazione unanime da parte dei ministri dell’Istruzione dell’UE: in una lettera comune inviata al governo bielorusso, i ministri europei definirono la repressione della libertà accademica “inaccettabile e incompatibile con il processo di integrazione comunitaria”. Ad oggi, invece, denuncia Päll, molti Paesi europei sarebbero favorevoli all’ammissione della Bielorussia nello Spazio Europeo di Istruzione Superiore.

Il loro principale argomento – afferma Pällsi basa sull’idea che l’ammissione all’EHEA favorirebbe un dibattito democratico all’interno del Paese”. Al contrario, secondo Päll, l’ingresso della Bielorussia nello Spazio Europeo di Istruzione Superiore sancirebbe una vittoria del regime e delle forze politiche anti-democratiche.

Proprio per questo motivo, negli ultimi anni, l’Unione degli Studenti Europei ha preferito sviluppare una collaborazione con docenti universitari e studenti bielorussi piuttosto che con le autorità governative. “La nostra speranza – conclude il presidente dell’ESU – è che gli scambi culturali e una maggiore libertà accademica possano portare ad un cambiamento positivo nel Paese. Una volta realizzato ciò, la Bielorussia potrà entrare a far parte dell’EHEA a pieno titolo”.

Pasqualino Guidotti

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy