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8 dicembre 2011

C’è la crisi? Calano gli affitti

Sembra strano ma, in un periodo di crisi finanziaria e di probabili aumenti d’ici, sulla seconda casa, gli affitti per gli studenti, in Emilia-Romagna, subiscono una flessione verso il basso, sfiorando anche percentuali del 6%, colpa, in gran parte, della stagnazione della domanda.

Sulla base delle stime dell’ufficio studi di Tecnocasa, Ferrara è la città emiliana che più ha risentito sia della crisi sia della diminuzione di studenti, vedendo un ribasso sui prezzi di circa il 6,3% per un bilocale e il 2,6% per un trilocale. Il Team Manager di Tecnocasa, Davide Parmeggiani, spiega che Ferrara ha subito una normale contrazione del mercato, poiché la ricerca di un appartamento è rivolta soprattutto verso abitazioni con tre stanze. Inoltre, sempre secondo le stime di Tecnocasa, è possibile costatare come a Ferrara il costo medio di un appartamento, in centro o vicino un dipartimento, con due stanze, sia di circa 400-450 euro, mai, invece, sotto i 500 euro per un trilocale. Prezzi, spiega ancora Parmeggiani, dovuti soprattutto ai tanti contratti di affitto agli studenti che, permettendo un canone concordato, sono molto più flessibili ed economicamente vantaggiosi.

Parma è un’altra delle città emiliane che ha visto un calo nel prezzo degli affitti. La città ducale, anche se considerata, insieme a Bologna, una delle più care per gli studenti, ha visto una diminuzione dei canoni di affitto di circa l’1,3% per i bilocali e l’1,4% per i trilocali. Flessioni flebili, che non intaccano quasi per nulla i guadagni dei proprietari, giacché per appartamenti con superfici maggiori del classico bilocale si può raggiungere un canone di affitto di 900 euro.

Se per Ferrara e Parma, quindi, si è potuto parlare di flessione dei costi, lo stesso non può essere fatto per Modena e, soprattutto, Bologna. A Modena i prezzi restano più che altro invariati, nella città felsinea si ha addirittura un leggero aumento, con canoni che vanno: dai 500 ai 650 euro, per un bilocale; da un minimo di 650 a un massimo di 850 euro per un trilocale, con leggere differenze a seconda del quartiere.

L’Osservatorio di Solo Affitti, ancora, spiega come l’aumento dei poli universitari sia alla base di questa contrazione del mercato, avendo dato modo agli studenti di dividersi nei vari capoluoghi è fisiologico che la domanda di affitto cali. Bologna, come visto, resta l’unica eccezione, dove domanda e offerta restano alla pari e i prezzi degli affitti non hanno subito sostanziali modifiche, a dispetto degli altri poli d’Ateneo.

Resta da chiedersi, a questo punto, che impatto potrà avere la riforma varata dal governo Monti, in merito al ritorno dell’ICI e dell’aumento della stessa sulla seconda casa. Gli studenti, e non solo, sono già in fermento in vista di probabili aumenti, che potrebbero andare a pesare come macigni sulle vite di chi ancora combatte tra libri e disoccupazione.

Francesco Pandolfi

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