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31 dicembre 2011

Dai rifiuti del caffè si può ricavare energia

I ricercatori dell’Energy & Environmental Research Center (EERC) della University of North Dakota stanno lavorando per realizzare un sistema di gassificazione che produca energia utilizzando come materia prima i rifiuti degli impianti di lavorazione del caffè. Al progetto partecipano la Wynntryst, LLC, una società di soluzioni energetiche e Green Mountain Coffee Roasters Inc, un’industria di caffè americana. I ricercatori dell’Energy & Environmental Research Center (EERC) della University of North Dakota stanno lavorando per realizzare un sistema di gassificazione che produca energia utilizzando come materia prima i rifiuti degli impianti di lavorazione del caffè.

La gassificazione è un processo chimico che permette di convertire alcune materie in carbonio o altri composti gassosi per ottenere energia, sfruttando diversi tipi di materiali organici, tra cui anche i rifiuti. A tal proposito è stato creato un apposito impianto, il gassificatore, che ricava combustibili gassosi impiegabili per la produzione di energia, partendo da vari materiali, tra cui rifiuti.

In passato l’EERC ha lavorato per la NASA ad un progetto sulla conversione dei rifiuti di stazioni spaziali e future basi lunari o marziane in calore ed energia: da qui l’idea-base per sviluppare una nuova ricerca sulla gassificazione dei rifiuti delle industrie di caffè.

In questo nuovo progetto, l’EERC si avvale della collaborazione della Wynntryst, LLC, una società di soluzioni energetiche con sede a South Burlington, Vermont. Insieme, EERC e Wynntryst valuteranno la possibilità di utilizzare scarti di lavorazione del caffè per produrre energia, come residui di caffè, imballaggi in plastica, carta, stoffa o tela e bicchieri in plastica, che verranno forniti da fabbriche della Green Mountain Coffee Roasters Inc, un’industria di caffè cliente della Wynntryst, con sede a Waterbury, Vermont, conosciuta per la produzione di caffè in tazze individuali.

Nel test-pilota, i ricercatori convertiranno la miscela di rifiuti in gas sintetico, o syngas, utilizzando un avanzato gassificatore a letto fisso. Poi il syngas verrà utilizzato in un motore a combustione interna oppure sarà convertito in biocombustibili o prodotti chimici. Dai risultati del test, si potrà verificare quanto syngas pùo essere prodotto dai rifiuti della Green Mountain.

Il test servirà da base per lo sviluppo futuro del progetto, che prevede l’installazione di impianti simili in diverse fabbriche della Green Mountain e la conseguente commercializzazione di questo sistema di produzione di energia.

Forse nel 2012 i consumatori più accaniti di caffè avranno una scusa in più per gustarsi ancor più tazze della loro bevanda preferita.

Giulio Oliani

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