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11 dicembre 2011

Italia: il Paese dove i ciechi leggono più dei normovedenti

Nel bel Paese dei paradossi, ci si è ormai abituati a leggere notizie bizzarre. Oggi ve ne proponiamo una che potrebbe far riflettere in merito alla scarsità del tempo che noi italiani dedichiamo alla lettura.

Secondo un’indagine condotta dall’Università Bicocca di Milano, presentata durante “Più libri, più liberi” – la Fiera nazionale della piccola e media editoria allestita dal 7 dicembre ad oggi al Palazzo dei Congressi dell’EUR, a Roma -, i ciechi e gli ipovedenti leggono più libri rispetto a chi vede bene.

In Italia, in media, si leggono tre libri all’anno. I ciechi e gli ipovedenti, invece, ne leggono in media 9, il triplo. Inoltre, mentre solo il 46,8% degli italiani legge almeno un libro all’anno, fra chi è afflitto dalla cecità o da gravi problemi di vista questa percentuale sale al 59,1%. Per giungere a questa conclusione, i ricercatori della Bicocca hanno esaminato 1.505 persone provenienti da diversi paesi europei.

L’Ateneo è stato spinto a realizzare l’indagine dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e dell’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con la Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità (CNUDD).

La ricerca servirà a dare maggior rilevanza e valenza al progetto Libri Italiani Accessibili (LIA): un’iniziativa intrapresa e promossa dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, all’interno del «Fondo in favore dell’editoria per ipovedenti e non vedenti», che dovrebbe portare, entro il 2013, alla realizzazione di tremila titoli di narrativa e saggistica a favore di ciechi ed ipovedenti.

Di questi testi, circa 2mila saranno di autori italiani, altri 500 saranno opere di autori stranieri e i restanti 500 verranno realizzati ad hoc su richiesta dei potenziali utenti.

Questa ricerca fa emergere una problematica poco nota: sono pochi, ad oggi, i testi riprodotti in maniera tale da renderli accessibile ai ciechi ed agli ipovedenti. Anche quando un titolo è accessibile, bisogna spesso affrontare attese lunghe anche un mese prima di entrarne in possesso.

Alessio Testa

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